Udine ha vissuto quattro giorni intensi di appuntamenti culturali che hanno trasformato il tessuto urbano in un palcoscenico condiviso: dalla lectio inaugurale all’ex chiesa di San Francesco fino allo spettacolo conclusivo al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, la città ha ospitato incontri, spettacoli e tavole rotonde che hanno messo al centro il tema della cura nelle sue molteplici declinazioni.
La manifestazione, giunta alla sua tredicesima edizione e organizzata dal Comune di Udine nella veste di Città che Leggeha visto il sostegno della Regione Friuli Venezia Giuliadella Fondazione Friuli e di PrimaCassa Credito Cooperativo FVGcon la direzione artistica di Martina Delpiccolo. Tra il 4 e il 7 giugno più di sessanta eventi hanno coinvolto oltre cento ospiti tra autori, divulgatori e studiosi in 29 stazioni distribuite nel centro e nei luoghi culturali cittadini.
Programma diffuso: luoghi e numeri che hanno contato
Il festival si è articolato in spazi diversi, fra cui l’ex chiesa di San Francesco, la Loggia del LionelloCorte Morpurgo e la Biblioteca Joppioltre a librerie, parchi e musei. La scelta di utilizzare 29 punti di incontro ha evidenziato la volontà di rendere la cultura accessibile e radicata nel territorio. L’offerta, che ha registrato il tutto esaurito in molteplici appuntamenti, ha mescolato letture, dialoghi e momenti performativi pensati per un pubblico ampio e variegato.
Ospiti e appuntamenti di rilievo
Il cartellone ha ospitato interventi di rilievo: la lectio magistralis di Gian Antonio Stella ha aperto il festival, mentre talk con nomi come Luca MercalliLuciano Violante ed Enrico Galiano hanno attirato grande partecipazione. Sul fronte spettacolo e divulgazione scientifica si sono distinti gli eventi con Telmo Pievani, La Banda Osiris e la serata Eden Live Udine dedicata alla cura del pianeta, che ha coinvolto figure come Licia Colò e interventi internazionali in collegamento.
Dichiarazioni istituzionali e direttrice artistica
Il sindaco Alberto Felice De Toni ha sottolineato come la manifestazione rappresenti «un modello di città aperta», affermando che investire nella cultura significa investire nella qualità della democrazia urbana e nella capacità della comunità di ritrovarsi «in spazi, parole e relazioni condivise». L’assessore alla Cultura Federico Pirone ha invece posto l’accento sul carattere corale dell’iniziativa e sull’importanza della Biblioteca civica Joppiricordando che sono pochi i festival in Italia organizzati da una biblioteca e ringraziando le librerie e tutti i soggetti che hanno reso possibile l’evento.
La direttrice artistica Martina Delpiccolo ha dichiarato che il risultato più significativo è stato creare momenti di incontro intorno a un tema universale come la curacontribuendo a ristabilire un senso di comunità e appartenenza. Secondo Delpiccolo, l’esperienza vissuta rafforza l’idea che la cultura possa essere un collante sociale capace di riunire le persone attorno a valori condivisi.
Proseguimento con la conferenza di Public History
La Notte dei Lettori non si è chiusa con il weekend principale: dal 9 al 12 giugno il festival ha proposto quattro ulteriori appuntamenti pubblici inseriti nel programma della conferenza nazionale Scuotere la storia. Public History e ricostruzioneorganizzata dall’Associazione italiana di Public History (AIPH) insieme alla Deputazione di Storia Patria per il Friulicon la collaborazione del Comune di Udinedell’Università di Udine e della Società Filologica Friulana e il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Appuntamenti verificati e relatori coinvolti
Tra gli incontri calendarizzati il 9 giugno in Sala Ajace si è tenuta la tavola rotonda «Dopo i terremoti. Ricostruzioni culturali, morali e civili a confronto», con l’apertura di Enrica Salvatori (AIPH) e Andrea Tilatti (Università di Udine), e interventi di Francesca Corrao, Paolo Pastres e Luca Basilico. Il 10 giugno l’Università degli Studi di Udine ha ospitato il confronto «Attraverso altri sguardi tra fotografia e storia. Il caso Tina Modotti», con la partecipazione di fotografi, rappresentanti di musei e realtà accademiche. La serata del 10 giugno a Corte Morpurgo ha proposto la lettura scenica “Un cane da catena” di e con Martina Delpiccolo e Fabiano Fantini, ispirata al romanzo di Bruna Sibille-Sizia, con l’opzione di svolgimento in Biblioteca Joppi in caso di maltempo.
Complessivamente, la combinazione di eventi principali e iniziative collaterali ha confermato la capacità dell’evento di coniugare pubblico e proposte culturali differenziate, consolidando la manifestazione come un appuntamento significativo del calendario cittadino e regionale.



