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Restituiti alla Biblioteca Joppi di Udine tre volumi storici

Tre testi d'epoca sono tornati al patrimonio pubblico della Biblioteca Joppi dopo indagini tra il 2026 e il 2026 coordinate dalla Procura di Udine

Restituiti alla Biblioteca Joppi di Udine tre volumi storici

Il 21 maggio 2026 tre volumi antichi sottratti al patrimonio pubblico sono stati ufficialmente riconsegnati alla Biblioteca civica Vincenzo Joppi di Udine. La cerimonia si è svolta alla presenza dell’Assessore comunale alla Cultura, dei rappresentanti dell’Erpac e dei responsabili della biblioteca, e ha visto protagonista il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Udine, che ha seguito l’operazione fino alla restituzione. Questo ritorno in sede è il risultato di due indagini distinte, svolte tra il 2026 e il 2026 e coordinate dalla Procura della Repubblica di Udine, che hanno ricostruito la storia dei volumi e la loro provenienza.

Le attività investigative hanno preso le mosse dal monitoraggio del mercato antiquario e dei canali di e-commerce; grazie a controlli incrociati e al lavoro con il personale della Joppi e dell’Erpac è stato possibile confrontare segnature, timbri e ex libris con i cataloghi storici. Gli accertamenti hanno escluso qualsiasi atto di cessione legittima, così l’autorità giudiziaria ha disposto il reintegro dei testi nei fondi originari. L’operazione ha sottolineato l’importanza dello studio dei segni di possesso: anche un semplice ex libris può essere la chiave per ricondurre un’opera al proprio contesto d’origine.

Le indagini e il metodo di recupero

Dietro la riconsegna c’è una procedura meticolosa: il Nucleo Tpc ha svolto una sorveglianza continua del web e ha intercettato offerte di vendita che riguardavano testi rari. Gli investigatori hanno poi eseguito il sequestro e si sono avvalsi della collaborazione tecnica della Biblioteca Joppi e dell’Erpac per eseguire una comparazione dettagliata. Durante questo lavoro sono stati determinanti i timbri di catalogazione e gli ex libris, segni che hanno permesso di identificare la provenienza dei volumi e di ricostruire i passaggi storici che li avevano allontanati dai fondi comunali.

Il ruolo del monitoraggio online

Il recupero dimostra l’efficacia del monitoraggio digitale: il mercato antiquario odierno si estende in rete e richiede strumenti investigativi aggiornati. Il controllo dei canali di e-commerce e la verifica delle inserzioni hanno consentito di rintracciare i tre pezzi, che erano stati offerti separatamente. Una volta individuati, i volumi sono stati confrontati con gli inventari storici e con i segni di proprietà, consentendo agli investigatori di documentare l’assenza di atti di alienazione leciti e di chiedere il reintegro formale negli archivi comunali.

I volumi restituiti e il loro valore storico

Tra i libri recuperati spicca una settecentina del 1788 in due tomi, intitolata Dizionario storico delle vite di tutti i Monarchi Ottomani, rintracciata sul mercato antiquario e online. Accanto a questa opera è tornato alla collezione il Parnaso Italiano del 1819, il cui frontespizio riporta ex libris cartacei riconducibili alla famiglia Della Porta, e il Corso completo di francese del 1829, recante i segni di catalogazione dell’ex Istituto comunale e provinciale “Di Toppo – Wassermann” di Udine. Tutti e tre i volumi appartengono ai fondi storici custoditi dalla Joppi e ora sono tornati a disposizione della comunità.

Dettagli sui tre libri

Il Dizionario storico del 1788, suddiviso in due tomi, è una testimonianza della produzione storiografica settecentesca e rappresenta una componente importante del fondo orientalistico presente nella collezione. Il recupero di questa settecentina non solo ristabilisce un tassello perduto nella serie tipologica della biblioteca, ma permette anche agli studiosi di riavere accesso a un’opera che era stata privata del suo contesto di appartenenza.

Il Parnaso Italiano del 1819 reca sugli interni gli ex libris della casata friulana Della Porta, in particolare riferibili a Giovan Battista Della Porta (1873-1954) e al suo omonimo nato nel 1789. Questo elemento si è rivelato decisivo: Giovan Battista, infatti, era stato soprintendente della biblioteca civica e aveva donato numerosi materiali d’archivio, creando un legame diretto tra il volume e i fondi pubblici udinesi.

Il Corso completo di francese del 1829 mostra sul frontespizio i segni di catalogazione dell’ex istituto “Di Toppo – Wassermann”, la cui biblioteca storica era confluita nei patrimoni comunali nel corso dei secoli. La presenza di queste annotazioni ha permesso di collegare il volume al percorso storico degli istituti locali e di giustificarne formalmente il reintegro presso la Joppi.

Perché il ritorno in biblioteca è importante

La restituzione di opere come queste non riguarda solo il valore economico dei libri, ma il loro valore culturale e il ruolo che hanno nella ricostruzione della storia collettiva. Quando un testo esce dal suo fondo originario perde parte della propria identità e della capacità di narrare relazioni, reti di possesso e percorsi intellettuali. Il lavoro del Nucleo Tpc, presente a Udine dal aprile 2016, dimostra che anche a distanza di anni è possibile ricollegare pezzi dispersi al loro contesto grazie a timbri, ex libris e cataloghi.

Le parole dell’assessore

L’assessore alla Cultura, Federico Pirone, ha ringraziato pubblicamente i Carabinieri del Nucleo Tpc e il personale della Biblioteca Joppi per il recupero, sottolineando il valore pubblico dell’operazione. Pirone ha richiamato il ruolo costituzionale della tutela dei beni culturali e ha ribadito che questi volumi non devono finire nel mercato privato, ma restare disponibili alla cittadinanza, conservati nella sezione Manoscritti e rari della biblioteca per essere valorizzati e consultati.

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