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Zelensky, popolarità in picchiata e scandali di corruzione in Ucraina

Zelensky, ex comico, ha trasformato la guerra in popolarità, ma le indagini sulla corruzione minacciano il suo governo.

Zelensky, popolarità in picchiata e scandali di corruzione in Ucraina

Volodymyr Zelensky, nato nel 1978 a Kryvyj Rih, è passato dal ruolo di attore protagonista della sitcom Servitore del popolo alla carica più alta dell’Ucraina. Il suo percorso politico ha avuto origine nella troupe comica Kvartal 95 che lo ha portato dalla televisione alla scena elettorale, culminando con la sorprendente vittoria al ballottaggio di aprile 2019, dove ha ottenuto il 73 per cento dei voti, superando il presidente uscente Petro Porošenko.

Il successo elettorale è stato interpretato come un voto di protesta contro l’establishment oligarchico. Il programma di Zelensky prometteva pace nel Donbass lotta alla corruzione e l’arrivo di «facce nuove». Tuttavia, l’organizzazione del partito è avvenuta in fretta, includendo numerosi esordienti e attivisti, un fenomeno osservato anche in altri movimenti pop-up, come quello di Beppe Grillo in Italia.

Il periodo pre-invasione: promesse, corruzione e sfiducia

Nei primi due anni e mezzo di mandato, la gestione di Zelensky è risultato mediocre. A dicembre 2021, la fiducia popolare era scesa al 31 per cento. Un’analisi del Wilson Center ha evidenziato una preparazione insufficiente, soprattutto nella difesa del sud del paese, e organi anticorruzione poco incisivi. Già in quell’anno, una reti civica aveva elencato una trentina di collaboratori vicini al presidente, sospettati di pratiche corruttive, suggerendo che l’interesse per il denaro superasse quello per il bene nazionale.

La guerra come volano di popolarità

Il 24 febbraio 2022, l’invasione russa ha stravolto il panorama politico. Nonostante gli avvertimenti degli Stati Uniti, Zelensky ha rifiutato di lasciare Kiev, comparendo in televisione con la caratteristica maglietta verde oliva. Questo gesto ha innalzato il suo indice di approvazione al 91 per cento. Uno studio comparativo sulla stampa di sette paesi ha mostrato un drastico miglioramento dell’immagine mediatica del presidente, trasformandolo in un eroe contemporaneo nella percezione internazionale.

Scandali di corruzione e decisioni controverse

Il periodo bellico ha però messo in luce tensioni interne. Nel febbraio 2024, Zelensky ha destituito il comandante in capo Valerij Zaluznyj, considerato il suo principale rivale politico; gli analisti prevedevano che, in un eventuale elezione, Zaluznyj lo avrebbe superato. A maggio 2026, Andrii Yermak, capo di gabinetto e ex produttore cinematografico, è comparso in tribunale per riciclaggio, dopo che un’indagine del 2025 aveva scoperto un giro di 100 milioni di dollari nel settore energetico, coinvolgendo persone vicine al presidente. Le indagini hanno alimentato un calo progressivo della fiducia: dicembre 2025 = 61 %, maggio 2026 = 58 %, settembre 2026 = 54 % (secondo il KIIS), con alcune stime che segnalano un valore più basso, pari al 41 per cento.

Sostegno internazionale e prospettive future

L’Unione europea ha approvato un pacchetto di 90 miliardi di euro per sostenere il bilancio e la difesa ucraina nel 2026-27, di cui due-terzi destinati all’acquisto di armi. Tuttavia, le opinioni fuori dall’Occidente sono più critiche: in Medio Oriente, Africa subsahariana e America Latina la fiducia in Zelensky è risultata negativa, mentre leader come Ramaphosa e Lula hanno accusato il presidente ucraino di condividere la responsabilità del conflitto. Nonostante le tensioni, il 76 % dei cittadini dell’UE sostiene il continuo sostegno a Kiev, ma in Italia solo il 20,6 % è favorevole a nuove forniture di armamenti, indicando una crescente pressione politica verso il governo di Giorgia Meloni.

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