Nel pomeriggio della domenica 1° novembre, un uomo del luogo si è trovato in una situazione di estrema difficoltà lungo il sentiero segnavia CAI 827, che attraversa il territorio di Verzegnis. La crisi è iniziata quando, a circa 950 metri di quota, ha avvertito i sintomi di una grave crisi ipoglicemica che gli ha impedito di proseguire il cammino. Bloccato in un stretto canalone, l’escursionista, accompagnato dal suo cane, ha deciso di attivare il Numero unico per le emergenze 112 per chiedere aiuto.
Allarme e attivazione delle risorse di emergenza
Alle 13:30 circa, il Soccorso Alpino ha ricevuto la segnalazione e la Sala Operativa Regionale per l’Emergenza Sanitaria (Sores) ha immediatamente messo in moto le procedure di soccorso. Sono stati mobilitati la stazione di Forni Avoltri del CNSAS e il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Tolmezzo. Parallelamente, l’elisoccorso regionale, già impegnato in un’altra missione, è stato dirottato verso il sito dell’incidente, dimostrando la flessibilità tipica delle operazioni di soccorso in zona montuosa.
Operazione di recupero e assistenza medica
Le condizioni ambientali hanno reso l’intervento particolarmente complesso. La fitta vegetazione ha limitato la visibilità dall’elicottero, mentre le continue raffiche di vento hanno ostacolato le manovre di volo e la procedura di verricello. Nonostante queste difficoltà, i soccorritori sono riusciti a localizzare l’uomo e, una volta afferrato, hanno constatato che la situazione era più grave del semplice malore da zucchero: una caduta improvvisa aveva provocato un forte trauma facciale e un serio trauma toracico.
Dopo una prima stabilizzazione presso l’elisuperficie di Tolmezzo, dove è stato somministrato il glucosio necessario per contrastare l’ipoglicemia, il paziente è stato trasportato in elicottero verso l’ospedale di Udine. L’intervento medico ha previsto il monitoraggio continuo dei parametri vitali, la valutazione dei danni agli organi toracici e la gestione del dolore facciale. Le autorità sanitarie hanno confermato che, grazie alla rapidità dell’intervento, le condizioni del ferito sono state stabilizzate e non sono emerse complicazioni immediate.
Gestione dell’animale accompagnatore
Il cane dell’escursionista, rimasto nella zona dell’incidente, è stato preso in carico dalle squadre a terra del SAGF e del CNSAS. Dopo aver verificato che l’animale non presentava lesioni evidenti, i soccorritori lo hanno accompagnato in discesa, garantendo così che anche l’aspetto affettivo dell’intervento fosse curato. Il gesto ha sottolineato l’importanza di considerare tutti i componenti della scena di soccorso, non solo le persone coinvolte.
Le operazioni sono culminate intorno alle 16:30, quando l’elicottero ha lasciato il sito per dirigersi verso l’ospedale. Il coordinamento tra le varie unità – CNSAS, Guardia di Finanza, Sores e l’elisoccorso – ha dimostrato ancora una volta l’efficacia del modello di risposta integrata adottato nelle zone alpine del Friuli-Venezia Giulia. La tempestività dell’intervento, la capacità di affrontare condizioni meteorologiche avverse e la gestione simultanea di più soggetti (umano e animale) hanno permesso di trasformare una potenziale tragedia in un caso di pronto soccorso risolto con successo.



