Sulle pendici che dominano l’abitato di Barcis (provincia di Pordenone) è in corso una vasta operazione di ricerca per un escursionista tedesco di 63 anni segnalato disperso dopo un trekking. La chiamata ai soccorsi è partita dalla compagna di escursione dopo che l’uomo non si è presentato al punto d’incontro pattuito; i soccorritori sono ora impegnati in verifiche aeree e sopralluoghi a piedi in un’area impervia dove i sentieri si intrecciano tra torrenti e pareti rocciose.
Le autorità coordinate dalla Sores Fvg hanno attivato rapidamente la stazione di Maniago del Soccorso alpino, i vigili del fuoco e l’elisoccorso regionale. Sul terreno operano anche la Protezione Civile e il reparto drone dei Vigili del Fuoco: una risposta integrata che combina ispezioni dall’alto e ricerche a piedi per coprire sia le creste sia le tracce nei boschi sottostanti.
La dinamica e i luoghi coinvolti
Secondo la ricostruzione fornita dai soccorritori, la coppia aveva pernottato la sera del 23 maggio al Bivacco Val di Zea e la mattina successiva, domenica, aveva deciso di separarsi: la donna è rientrata verso valle e si è fermata a Villa Emma, nella riserva del Prescudin, dove aveva concordato di incontrare il compagno il giorno successivo per riprendere insieme il rientro in Germania. Non vedendo arrivare l’uomo all’appuntamento e non riuscendo a contattarlo, la compagna ha lanciato l’allarme e da quella segnalazione è partita la macchina dei soccorsi.
Itinerari e punti di interesse
Le ricerche si stanno concentrando sui percorsi che collegano il Bivacco Val di Zea al Bivacco Pastour, con verifiche mirate anche al Bivacco Bitter, raggiunto da due operatori partiti da Pian dei Tass. Questi punti sono considerati strategici perché i bivacchi sono tappe naturali per chi affronta escursioni plurigiorno; pertanto il controllo di queste aree è fondamentale per ricostruire gli spostamenti dell’uomo.
Le modalità delle operazioni di soccorso
La prima fase delle ispezioni ha visto l’impiego dell’elicottero dell’elisoccorso regionale in sorvoli notturni, interrotti intorno alla mezzanotte e ripresi all’alba, con un nuovo giro di perlustrazioni effettuato alle 5:30 dall’elicottero della Protezione Civile. Le squadre a terra, composte da circa una decina di tecnici del Soccorso alpino, stanno battendo sistematicamente i sentieri, sfruttando anche il supporto del reparto droni dei Vigili del Fuoco per ottenere immagini dall’alto in punti difficilmente raggiungibili a piedi.
Strumenti e coordinamento
L’azione congiunta tra elicotteri, equipaggi a terra e sistemi aerei a pilotaggio remoto risponde a una logica di copertura complementare: i sorvoli sono utili per individuare segnali visivi o bagagli abbandonati, mentre le squadre di terra verificano anfratti e sentieri dove un sopralluogo visivo dall’alto non basta. I soccorritori fanno sapere che l’uomo indossava abbigliamento di colore grigio e nero, dettagli che complicano l’individuazione perché queste tonalità si mimetizzano con le rocce e la vegetazione secca.
Situazione attuale e prossimi sviluppi
Al momento non è stata trovata alcuna traccia dell’escursionista. Le operazioni proseguono in modalità continuativa e coinvolgono sia mezzi aerei sia squadre che stanno perlustrando, a passo serrato, l’area impervia. È in corso una raccolta di informazioni aggiuntive per ricostruire l’ultimo tratto percorso dall’uomo e valutare ipotesi alternative alla semplice perdita d’orientamento, come possibili infortuni o difficoltà legate al meteo locale.
I soccorritori invitano chiunque abbia informazioni utili, osservazioni sui movimenti visti nei giorni precedenti o fotografie scattate nella zona dei bivacchi a contattare le autorità competenti: ogni elemento può rivelarsi determinante in una ricerca dove il tempo e la conoscenza del territorio sono fattori chiave. L’attività di coordinamento resta affidata alla Sores Fvg, con il supporto operativo del Soccorso alpino, dei vigili del fuoco e della Protezione Civile.



