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Arrestato il capo della banda dei furti a Trieste e Muggia

Furti di casse automatiche a Trieste e Muggia: la polizia ha smantellato la banda, arrestato il leader e recuperato le macchine distrutte nei boschi.

Arrestato il capo della banda dei furti a Trieste e Muggia

Negli ultimi mesi di quest’anno, i locali notturni di Trieste e Muggia hanno dovuto fronteggiare una serie di rapine particolarmente violente. Il metodo era sempre identico: i rapinatori, a volto coperto, rompevano le vetrine, disattivavano i sistemi di videosorveglianza e, in pochi minuti, sottraevano le casse automatiche – i cosiddetti Cashmatic – per poi svanire nella notte.

Le indagini, avviate a maggio dalla Procura di Trieste e condotte congiuntamente dalle Polizie Locali di Trieste e Muggia, hanno permesso di ricostruire un quadro completo dei fatti. In totale sono stati registrati dieci tentativi di furto, di cui otto portati a termine e due falliti. La costante condivisione di informazioni tra le due forze ha evidenziato analogie tra i diversi episodi, suggerendo l’esistenza di una rete organizzata.

Indagini e cattura del presunto leader

Il punto di svolta è arrivato quando gli investigatori hanno individuato un veicolo con le targhe occultate, impiegato nei primi due furti. L’auto era stata registrata a nome di una ditta apparentemente innocua, ma l’autista risultava aver lavorato per un breve periodo in uno dei bar colpiti. Questo legame ha concentrato l’attenzione su un soggetto ritenuto presunto capo della banda. Dopo settimane di pedinamento, è stato posto agli arresti domiciliari e tenuto sotto stretta sorveglianza.

Base operativa a Borgo San Sergio

Le perquisizioni effettuate nella zona di Borgo San Sergio, quartiere triestino, hanno svelato la probabile sede logistico-tattica della criminalità. All’interno di una villetta sono stati rinvenuti strumenti per forzare le vetrine, dispositivi per manipolare gli allarmi e prove materiale collegabili a tutti i furti. Da lì, gli agenti hanno tracciato i percorsi dei partecipanti, individuando anche gli eventuali complici che si alternavano alla guida dei furgoni.

Recupero delle casse e il caso delle auto occultate

Le indagini hanno permesso di ritrovare diverse delle casse sottratte nei boschi circostanti Borgo San Sergio. Le macchine, svuotate del denaro, sono state poi incendiate, probabilmente per cancellare ogni traccia digitale o fisica. Gli esperti forensi hanno comunque recuperato componenti utili per ricostruire la dinamica dei furti.

Nel corso delle perquisizioni, le forze dell’ordine hanno inoltre scoperto che, dopo i primi colpi, la banda ha variato i veicoli impiegati, passando da furgoni con targhe occultate a auto la cui targa era stata rubata. Questa evoluzione ha complicato le indagini, ma l’analisi incrociata dei video di sorveglianza di Trieste e Muggia ha consentito di collegare ogni veicolo al medesimo gruppo di sospetti.

Con il presunto capo ai domiciliari, la polizia locale continua a monitorare la zona di Borgo San Sergio per individuare ulteriori complici e per assicurare la completa dissoluzione della rete criminale. Le autorità hanno rassicurato la popolazione locale, sottolineando che la prontezza investigativa ha impedito ulteriori danni economici e ha ristabilito la sicurezza nei luoghi di aggregazione notturna.

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