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Porto di Trieste: volumi in aumento e ripresa dei container

Il Porto di Trieste mostra un aumento dei volumi nei primi nove mesi, con rinfuse liquide in crescita e una ripresa del comparto container; Monfalcone presenta tendenze eterogenee.

Porto di Trieste: volumi in aumento e ripresa dei container

Il porto di Trieste chiude i primi nove mesi con un andamento positivo dei traffici: complessivamente sono state movimentate 45,2 milioni di tonnellate pari a un incremento del 3,1% rispetto allo stesso arco temporale precedente. Se si considera il complesso insieme agli scali di Monfalcone il Sistema portuale del Mare Adriatico orientale supera i 47,9 milioni di tonnellate con una crescita complessiva dell’1,78% e un rafforzamento del trend nel terzo trimestre rispetto al primo semestre.

Il contesto operativo rimane segnato da variabili internazionali e tensioni sulle rotte, ma i numeri mostrano come lo scalo giuliano stia intercettando i flussi diretti verso l’Europa centro-orientale, consolidando posizioni strategiche soprattutto nel settore energetico e nel traffico Ro-Ro.

Performance dei principali segmenti: rinfuse liquide e ruolo energetico

Le rinfuse liquide costituiscono la quota più rilevante dei volumi, attestandosi a 32,3 milioni di tonnellate con un aumento del 3,9%. Questo risultato conferma la funzione di Trieste come hub energetico di riferimento per paesi quali AustriaGermania e Repubblica Ceca grazie anche ai collegamenti con l’oleodotto transalpino. L’incremento delle rinfuse liquide ha avuto un impatto significativo sulla crescita complessiva dello scalo, rafforzando la sua rilevanza nella catena degli approvvigionamenti energetici d’area centrale europea.

Rimpallo tra domanda e infrastrutture

La domanda energetica e la disponibilità di capacità di scarico e stoccaggio hanno permesso a Trieste di consolidare volumi importanti, nonostante la volatilità dei mercati internazionali. La combinazione tra posizione geografica e connessioni pipeline rende lo scalo competitivo per il transito di prodotti energetici verso l’entroterra europeo.

Ripresa del traffico container e dinamiche Ro-Ro

Dopo una fase di flessione nei primi mesi dell’anno, il traffico container ritorna in territorio positivo: sono stati movimentati 528.125 TEU con un aumento del 2,5% e un terzo trimestre particolarmente vivace a 165.502 TEU (+22,3%). La performance del container è considerata un indicatore chiave della competitività portuale, segnalando un recupero delle relazioni commerciali e dell’operatività delle linee navali.

Il segmento Ro-Ro prosegue il suo trend di crescita: le unità movimentate arrivano a 241.034 (+3,4%) e i veicoli totali toccano 256.989 (+1,51%). Questi risultati rafforzano il primato nella Short Sea Shipping e testimoniano la solidità dei collegamenti marittimi, compresi quelli con la Turchia. Un impulso ulteriore è atteso dal raddoppio della linea con Damietta che dovrebbe aumentare la capacità di scambio nel Mediterraneo sud-orientale.

Rinfuse solide, merci varie e criticità ferroviarie

Le merci varie segnano 12,8 milioni di tonnellate (+0,98%), mentre le rinfuse solide registrano una crescita più marcata arrivando a 104.086 tonnellate (+34,98%). Parallelamente, il fronte ferroviario evidenzia criticità: i treni conteggiati nel periodo sono stati 5.206 con una flessione del 14,01%. Tale calo è riconducibile alle limitazioni e ai vincoli che interessano i corridoi ferroviari europei, con ripercussioni sulla capacità disponibile e sulla regolarità delle partenze programmate.

Impatto delle restrizioni sui corridoi

Le limitazioni lungo le tratte internazionali influenzano direttamente l’offerta di servizi intermodali dal porto verso l’entroterra. La riduzione dei convogli operativi rappresenta un elemento di fragilità per la filiera logistica, richiedendo interlocuzioni tra l’Autorità portuale e i gestori delle reti per ripristinare livelli di servizio adeguati al ruolo strategico di Trieste.

Dinamiche specifiche dello scalo di Monfalcone

Per il porto di Monfalcone il periodo gennaio-settembre mostra 2,7 milioni di tonnellate movimentate, con una diminuzione del 15,68%. La contrazione interessa soprattutto le rinfuse solide, a 2,1 milioni di tonnellate (-22,80%), un confronto che risente dei livelli eccezionali registrati nel 2025. Nel contempo le merci varie crescono del 16,69% raggiungendo 682.793 tonnellate, e i veicoli commerciali mostrano segnali di recupero a settembre.

Il traffico ferroviario nello scalo secondario ha visto 1.579 treni operati (-9,72%), una flessione che riflette dinamiche analoghe a quelle di Trieste ma con peculiarità locali legate alla composizione merceologica e agli scambi specifici delle industrie del territorio.

Marco Consalvo presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale, sottolinea come i risultati dei nove mesi testimonino un porto in buona salute e valorizza in particolare la ripresa dei container frutto della collaborazione tra operatori e compagnie navali. Resta invece aperta la questione ferroviaria, su cui continuano i confronti con i gestori delle reti per garantire collegamenti adeguati alle imprese.

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