Le imprese del friuli venezia Giulia hanno dichiarato l’intenzione di assumere 10.580 persone nel mese di ottobre 2026, cifra che segna un aumento del 5,8% rispetto allo stesso mese del 2025. Sul fronte trimestrale, tra ottobre- le entrate programmate raggiungono le 26.410 unità. Questi numeri emergono dal bollettino elaborato nell’ambito del progetto tra Unioncamere e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali diffuso dalle Camere di commercio di Pordenone-Udine e della Venezia Giulia.
Distribuzione settoriale delle assunzioni previste in Fvg
La domanda di lavoro si concentra principalmente nel comparto servizi che assorbe il 64,1% delle entrate previste, pari a 6.780 posti. All’interno di questo settore, il peso maggiore è determinato dalle attività di turismo e ristorazione con 2.120 ingressi programmati e dal commercio con 1.410. L’industria mette in programma 3.140 entrate, di cui 2.360 nella manifattura e public utilities e 790 nelle costruzioni; il settore agricolo contribuisce con 660 ingressi.
Tipologie di figure cercate e caratteristiche contrattuali
Tra le figure più richieste emergono gli addetti alla ristorazione, con 1.940 ingressi stimati, gli addetti alle vendite con 860 e il personale non qualificato nei servizi di pulizia con 760. Le imprese indicano la necessità di esperienza specifica o esperienza nel settore per il 65,4% delle posizioni programmate. Il 20,3% degli inserimenti è previsto con contratti stabili a tempo indeterminato o in apprendistato mentre il restante 79,7% riguarda forme contrattuali a termine o con durata prefissata. Inoltre, il 30,0% delle assunzioni è rivolto a giovani sotto i 30 anni e il 28,4% interessa lavoratori stranieri; l’11,9% delle entrate riguarda personale con titolo di istruzione terziaria o diploma ITS Academy.
Mismatch e difficoltà di reperimento segnalate dalle Camere di commercio
Nonostante il quadro di crescita, permane un problema strutturale: la difficoltà di reperimento riguarda il 55,1% delle posizioni programmate in regione, valore nettamente superiore al 43,6% medio nazionale. Le imprese indicano come causa principale l’assenza di candidati per il 37,0% delle entrate previste, mentre in un 13,7% dei casi la criticità è legata a una preparazione giudicata inadeguata. Questo fenomeno si traduce in difficoltà particolarmente acute per profili tecnici e specializzati in vari comparti.
Dichiarazioni dei rappresentanti camerali
Il presidente della Camera di Commercio di Pordenone-UdineGiovanni Da Pozzo sottolinea il paradosso: “La domanda di lavoro cresce, ma la carenza di candidati rischia di frenarla“. Da Pozzo rimarca la necessità di rafforzare strumenti di orientamento e i percorsi formativi ITS Academy, collegando più strettamente la formazione ai fabbisogni delle imprese per ridurre il divario tra offerta e domanda di competenze.
Anche Antonio Paoletti presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia richiama l’attenzione sull’urgenza di interventi formativi su più livelli: “Le carenze di competenze vanno affrontate anche con una programmazione di lungo periodo“, afferma, indicando come necessario lavorare sia con la formazione professionale sia con l’università per colmare i gap che ostacolano le assunzioni.
Nel complesso, i dati per il Friuli Venezia Giulia evidenziano un mercato del lavoro reattivo sul piano delle intenzioni d’assunzione, con quote di crescita superiori sia alla media del Nord-Est (+4,9%) sia a quella nazionale (+3,7%). Tuttavia, la persistente difficoltà nel reperire candidati e la richiesta diffusa di esperienza specifica suggeriscono che senza un allineamento più efficace tra formazione e bisogni delle imprese la crescita pianificata potrebbe incontrare ostacoli concreti.



