Un violento temporale ha colpito il Friuli Venezia Giulia giovedì sera, causando danni e disagi in diverse zone della regione. Le forti piogge, accompagnate da vento intenso e grandine hanno messo a dura prova la viabilità e le infrastrutture, costringendo i vigili del fuoco a numerosi interventi.
La provincia di Pordenone è stata una delle più colpite, con alberi abbattuti e strade bloccate, soprattutto nella zona montana. A San Giorgio della Richinvelda, un albero è caduto su un’auto in via del Sile, ferendo i due occupanti, che sono stati trasportati in ospedale a Pordenone.
Destra Tagliamento: la zona più colpita
La Destra Tagliamento ha pagato il prezzo più alto, con chicchi di grandine grossi quanto mandarini e alberi finiti sulle strade. A Spilimbergo, un albero ha sfiorato il cofano di un’auto in corsa, mentre a Tramonti di Sotto una forte grandinata ha danneggiato diverse auto. Disagi anche lungo la strada principale che attraversa il borgo di Muinta e nel comune di Barcis, dove strade sono state bloccate dagli alberi.
Non sono stati risparmiati neanche i centri abitati: a San Quirino, un abete è caduto davanti all’ingresso delle scuole medie, mentre a Spilimbergo le forti raffiche di vento hanno abbattuto diversi alberi, mettendo a rischio gli automobilisti.
Interventi dei vigili del fuoco
I vigili del fuoco di Pordenone sono stati presi d’assalto da decine di chiamate di soccorso, intervenendo in tutta la provincia per risolvere situazioni di pericolo. Le squadre hanno lavorato fino a notte inoltrata per rispondere a tutte le richieste di intervento nella Destra Tagliamento.
Il maltempo ha ripreso forza intorno alle 22, interessando anche la provincia di Udine. A Tarcento, Nimis, Faedis e nella zona nord del capoluogo friulano, il vento e le forti piogge hanno causato danni alle infrastrutture e bloccato le strade con alberi e rami caduti. I vigili del fuoco sono intervenuti in oltre 20 occasioni, mentre i volontari della protezione civile hanno monitorato la situazione.
Interventi principali a Udine
Uno degli interventi più rilevanti è stato eseguito in via Antonio Caccia, all’altezza della pompa di benzina, dove alcuni rami sono terminati sulla carreggiata, rischiando di colpire due automobili. Fortunatamente, i conducenti sono riusciti a evitare l’impatto. I vigili del fuoco hanno ripristinato la circolazione già in serata.
A Martignacco, il deflusso dell’acqua è stato impedito a causa delle forti piogge, causando l’allagamento parziale della strada regionale in prossimità della Sme in via Spilimbergo. Interventi sono stati necessari anche a Pozzuolo, Tarcento, Nimis, Faedis e Fagagna per alberi o rami caduti sulle strade.
Due principi di incendio di lieve entità, probabilmente causati dai fulmini, si sono registrati a Mereto di Tomba e a Flaibano, dove il fuoco ha interessato una scatola dell’alta tensione, facendo saltare la corrente in un’abitazione vicina. Anche alcuni cavi elettrici sono stati interessati dalla caduta di alberi nel territorio comunale di Fedis.
Disagi alla viabilità e trasporti
Il maltempo ha causato disagi anche alla viabilità e ai trasporti. A San Giorgio, alberi hanno invaso le strade, creando situazioni di pericolo e disagi alla circolazione. Per accelerare le operazioni di ripristino, sono stati attivati anche mezzi agricoli e trattori.
Non sono stati risparmiati neanche i treni: un convoglio in arrivo da Vienna a Tarvisio è rimasto fermo quasi due ore a causa del maltempo.
In Val Camonica, l’ondata di maltempo ha interessato i comuni di Sonico e Malonno, in provincia di Brescia. Le criticità maggiori si sono registrate a Rino di Sonico, dove una frana ha distrutto un ponte sul torrente Val Rabbia. Non si registrano feriti, ma 81 persone sono state evacuate: 57 sul lato di Rino di Sonico e 24 sul lato di Garda.
A valle di Sonico, il fiume Oglio ha invaso parte dell’abitato di Malonno. Sul posto stanno operando i Gruppi operativi speciali dei vigili del fuoco, con mezzi movimento terra, in collaborazione con ditte private, nel tentativo di arginare e contenere le acque del fiume e limitare ulteriori conseguenze per l’abitato.



