31 ottobre 2026 ☀ 12°

Capobanda fermato per furti alle casse self-service tra Trieste e Muggia

Il presunto capo di una rete torlina ha visto la sua scia arrestata dopo una serie di furti notturni alle casse automatiche di bar triestini e muggesi.

Capobanda fermato per furti alle casse self-service tra Trieste e Muggia

Negli ultimi mesi le strade di Trieste e Muggia sono state teatro di una serie di rapine notturne ai danni di casse automatiche installate in bar e pubblici esercizi. Le aggressioni, caratterizzate da violenza rapida e da un’efficiente rimozione dei dispositivi di pagamento, hanno suscitato timore tra i gestori del settore e hanno spinto le autorità locali a intervenire con un’indagine congiunta.

Le rapine venivano compiute da individui mascherati che, dopo aver sfondato le vetrine, disattivavano i sistemi di videosorveglianza e, in pochi minuti, sottraevano l’intero contenitore di denaro, noto come Cashmatic. Il bottino veniva poi trasportato via in maniera furtiva, mentre le vittime rimanevano senza contante e con le strutture gravemente danneggiate.

Avvio delle indagini a maggio 2026 dopo due furti nella stessa notte

Il 2026, nella prima metà di maggio, la Polizia Locale di Trieste e quella di Muggia hanno registrato due furti avvenuti nell’arco di un’ora: il primo in un bar-panetteria di via Flavia e il secondo in un ristorante muggesano. La pronta condivisione di informazioni tra le due forze ha permesso di evidenziare una possibile matrice criminale comune, spingendo il pubblico ministero a coordinare le attività investigative.

Identificazione del furgone utilizzato

L’analisi delle registrazioni video ha mostrato la presenza di un furgone con le targhe occultate in entrambe le scene. Tracciato il veicolo fino al suo intestatario, è emerso che la ditta proprietaria non aveva alcun legame con i fatti, confermando che il mezzo era stato sottratto o messo a disposizione dei ladri. Questo elemento ha fornito alle autorità il primo indizio concreto per ricostruire la catena operativa della banda.

Modus operandi della banda e nuovi tentativi di furto

Le indagini successive hanno rivelato che la stessa strategia violenta è stata replicata in diversi quartieri: una panetteria di Baiamonti è stata presa di mira con un veicolo diverso, sul quale era stata apposta una targa rubata; lo stesso episodio è fallito, ma nella stessa notte gli stessi aggressori hanno concluso con successo un colpo a Muggia. Poco dopo, la sede muggesana di un bar-pizzeria già colpito a Trieste è stata nuovamente violata, questa volta con un terzo furgone dalle targhe coperte.

Un ulteriore tentativo a Barcola, già teatro di un precedente furto, ha portato alla ricomparsa del presunto bottino di diverse migliaia di euro. Queste azioni, accomunate dalla rapidità di esecuzione e dalla distruzione delle prove (le casse venivano svuotate e poi incendiati), hanno confermato la presenza di una struttura organizzata dotata di diversi complici e di più veicoli a disposizione.

Scoperta della base operativa a Borgo San Sergio e arresto del presunto capo

Grazie a un’attività di pedinamento e monitoraggio, le forze dell’ordine hanno localizzato una villetta nel quartiere di Borgo San Sergio, ipotizzata come base operativa della banda. Le osservazioni hanno permesso di identificare altri soggetti coinvolti, nonché le modalità di gestione e occultamento del denaro sottratto.

Durante le perquisizioni condotte dalle Polizie Locali di Trieste e Muggia, sono stati ritrovati diversi elementi riconducibili ai furti, tra cui le casse automatiche recuperate in aree boschive di Borgo San Sergio. I dispositivi risultavano svuotati e successivamente incendiati, probabilmente per eliminare ogni traccia investigativa.

Il 24 ottobre 2026 il pubblico ministero Cristina Bacer ha richiesto la misura cautelare di arresti domiciliari nei confronti del presunto capo della rete, sulla base del complesso di prove raccolte. Attualmente la vicenda è nella fase delle indagini preliminari, con la responsabilità degli altri membri ancora da accertare definitivamente.

Le autorità hanno sottolineato che, nonostante l’arresto, rimangono aperti i lavori per individuare tutti gli eventuali collaboratori e recuperare interamente i fondi sottratti. La collaborazione tra le due Polizie Locali e la Procura di Trieste è stata definita decisiva per interrompere una serie di crimini che aveva intaccato la sicurezza economica di numerosi esercenti della zona.

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