Il convegno regionale dell’Anmil si è svolto a Gemona in occasione della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. L’incontro ha riunito istituzioni, imprese, sindacati e rappresentanti delle parti sociali, con l’obiettivo di dare nuova linfa al dibattito sulla sicurezza nei luoghi di produzione. La presenza della consigliera regionale Manuela Celotti (Pd) ha segnato il momento, poiché ha sfruttato la platea per ribadire la necessità di una cultura della prevenzione capace di diventare valore condiviso.
Il ruolo dell’Anmil e i progetti educativi nelle scuole
L’Associazione Nazionale per i Mutilati e Invalidi del Lavoro (Anmil) ha mostrato come, attraverso la Carta di Lorenzo e una rete di percorsi formativi, sia possibile influenzare le nuove generazioni. In 35 scuole del territorio, più di 1.500 studenti e studentesse hanno partecipato a laboratori e incontri dedicati alla sicurezza sul lavoro. Questa iniziativa punta a far comprendere fin dalla giovane età che il lavoro non deve essere fonte di rischio, ma un mezzo per la dignità personale.
Formazione e cultura della sicurezza
Celotti ha evidenziato come la prevenzione non possa limitarsi a norme tecniche, ma richieda un percorso di istruzione continua sia per i lavoratori che per i datori di lavoro. Ha sottolineato l’importanza di investire nei Dipartimenti di prevenzione potenziandone gli organici per garantire controlli più efficaci e tempestivi. Il sostegno alle imprese che ottengono certificazioni di sicurezza, attraverso premialità mirate, è stato presentato come ulteriore leva per incentivare buone pratiche.
Contratti, salari e welfare come pilastri della sicurezza
Secondo la consigliera, una vera protezione non si può realizzare senza sicurezza sociale. Ha quindi chiesto un contrasto deciso alla precarietà e alla frammentazione contrattuale, con un monitoraggio più stringente delle catene di subappalto. Garantire salari dignitosi e superare il fenomeno dei “lavoratori poveri” è fondamentale per ridurre l’incidenza di incidenti legati a stress e stanchezza. Politiche di welfare capaci di favorire la conciliazione vita-lavoro, nonché una distribuzione più equa dei carichi di lavoro, sono state indicate come elementi imprescindibili.
Integrazione dei lavoratori immigrati
Celotti ha ricordato che una parte consistente della forza lavoro proviene da persone immigrate, le quali necessitano di specifici supporti per operare in sicurezza. Ha proposto corsi di formazione linguistica e programmi di accompagnamento sul posto, al fine di eliminare barriere comunicative che possono tradursi in errori pericolosi. L’integrazione, secondo la consigliera, è anche una forma di tutela, perché una maggiore conoscenza delle norme e delle procedure riduce la probabilità di incidenti.
Obiettivo zero: una visione condivisa per il futuro
Ha invitato tutti gli attori presenti a collaborare con l’Anmil, le parti sociali e le istituzioni per trasformare questo impegno in azioni concrete. La giornata, coincidente con i ricordi del terremoto che ha colpito la zona e della sua ricostruzione, è stata vista come simbolo di resilienza e di costruzione di un futuro più sicuro. La consigliera ha ribadito la disponibilità a proseguire il dialogo, affinché la tutela dei lavoratori diventi un “impegno concreto e condiviso”.



