Le imprese del Friuli Venezia Giulia hanno previsto 10.580 assunzioni per il mese di ottobre 2026 nella regione.
La stima è stata diffusa nell’ambito del bollettino elaborato dal progetto tra Unioncamere e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con i dati resi noti dalle Camere di commercio di Pordenone-Udine e della Venezia Giulia. Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2026.
Dati complessivi e confronto temporale
Le assunzioni previste per ottobre 2026 sono pari a 10.580 con un incremento del 5,8% rispetto allo stesso mese del 2025.
Per il trimestre ottobre-dicembre le entrate programmate raggiungono le 26.410 unità, un quadro che posiziona il Friuli Venezia Giulia sopra la media del Nord-Est (+4,9%) e al di sopra della media nazionale (+3,7%).
Distribuzione settoriale e tipologie contrattuali
La domanda di lavoro si è concentrata nel comparto servizi che ha assorbito il 64,1% delle entrate previste, pari a 6.780 posti.
All’interno dei servizi, turismo e ristorazione hanno significato 2.120 ingressi programmati, mentre il commercio ha previsto 1.410 entrate. L’industria ha pianificato 3.140 assunzioni, suddivise in 2.360 nella manifattura e public utilities e 790 nelle costruzioni; il settore agricolo ha contribuito con 660 ingressi.
Tra le figure più richieste sono emersi gli addetti alla ristorazione con 1.940 ingressi stimati, gli addetti alle vendite con 860 e il personale non qualificato nei servizi di pulizia con 760.
Le imprese hanno indicato la necessità di esperienza specifica o esperienza nel settore per il 65,4% delle posizioni programmate. Il 20,3% degli inserimenti è previsto con contratti stabili a tempo indeterminato o in apprendistato, mentre il restante 79,7% riguarda forme contrattuali a termine o con durata prefissata.
Il 30,0% delle assunzioni è stato rivolto a giovani sotto i 30 anni e il 28,4% è risultato dedicato a lavoratori stranieri; l’11,9% delle entrate ha riguardato personale con titolo di istruzione terziaria o diploma ITS Academy.
Mismatch, difficoltà di reperimento e voci camerali
Nonostante il quadro di crescita, la difficoltà di reperimento ha interessato il 55,1% delle posizioni programmate in regione, valore superiore al 43,6% medio nazionale.
Per il 37,0% delle entrate la causa principale è stata l’assenza di candidati, mentre nel 13,7% dei casi la criticità è stata legata a una preparazione giudicata inadeguata. Questo mismatch si è manifestato in modo più acuto per profili tecnici e specializzati.
Il presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo ha dichiarato: ” La domanda di lavoro cresce, ma la carenza di candidati rischia di frenarla “.
Il presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia Antonio Paoletti ha aggiunto: ” Le carenze di competenze vanno affrontate anche con una programmazione di lungo periodo “.
Entrambi i rappresentanti hanno richiamato la necessità di rafforzare strumenti di orientamento e i percorsi formativi ITS Academy, nonché di lavorare con la formazione professionale e l’università per colmare il divario tra offerta e domanda di competenze.
Implicazioni per il mercato del lavoro regionale
La predominanza del settore servizi e la rilevanza della manifattura indicano dove si concentrano le esigenze formative e occupazionali in Friuli Venezia Giulia.
La combinazione di alta domanda e elevato tasso di mismatch suggerisce che senza un maggiore allineamento tra formazione e bisogni delle imprese le intenzioni di assunzione potrebbero incontrare ostacoli nella trasformazione in contratti effettivi.
Il quadro aggiornato al 19 ottobre 2026 rimane quindi caratterizzato da numeri positivi sulle intenzioni di assunzione ma anche da criticità strutturali sul reperimento delle competenze.



