Nel cuore del Golfo di Trieste un raggio di speranza illumina le acque per la nacchera di mare una specie che ha subito un drastico declino negli ultimi anni. I ricercatori dell’Area Marina Protetta di Miramare hanno fatto una scoperta sorprendente: 23 giovani esemplari di pinna nobilis sono stati avvistati tra Miramare e Aurisina, un segnale di ripresa per una specie che sembrava destinata alla scomparsa.
Una scoperta che rianima la speranza
Gli esemplari sono stati individuati nelle ultime settimane, con uno avvistato nella Zona A dell’Area Marina Protetta e gli altri lungo la costiera triestina compresa nella Riserva della Biosfera Mab UNESCO. Sebbene il numero sia ancora esiguo rispetto alle migliaia di esemplari che popolavano il golfo fino al 2019, la presenza di queste giovani nacchere rappresenta un segnale di speranza per il futuro della specie.
La popolazione di nacchera di mare ha subito una mortalità di massa a partire dal 2016, un’ondata che ha colpito gran parte del Mar Mediterraneo. La causa principale è un’infezione virale che colpisce il sistema immunitario del bivalve, seguita da infezioni secondarie di natura parassitaria e batterica. A peggiorare la situazione, l’aumento delle temperature e l’indebolimento degli ecosistemi.
Gli sforzi per la conservazione
Nonostante l’epidemia abbia raggiunto anche il Golfo di Trieste, i ricercatori non si sono arresi. Hanno censito i pochi esemplari rimasti, perfezionato i metodi di osservazione e avviato sperimentazioni di sistemi di recupero. Questi sforzi hanno portato alla scoperta dei 23 giovani esemplari, confermando la presenza di adulti capaci di riprodursi.
Tuttavia, resta da capire quanti di questi piccoli saranno in grado di crescere e raggiungere l’età riproduttiva senza essere colpiti dalla malattia. La nacchera di mare nota anche come pinna comune o cozza penna è il più grande bivalve del Mediterraneo e può raggiungere un metro di lunghezza. La sua raccolta è vietata a causa del rischio di estinzione, e il suo consumo è sconsigliato per l’alto contenuto di inquinanti e patogeni.
La situazione attuale e le prospettive future
La Lista rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha classificato la Pinna nobilis come specie in pericolo critico di estinzione. L’Unione Europea l’ha inserita nella Direttiva Habitat vietandone la raccolta se non per scopi scientifici.
La scoperta nel Golfo di Trieste rappresenta un passo importante nella lotta per la conservazione di questa specie. I ricercatori continuano a monitorare la situazione, sperando che questi giovani esemplari possano crescere e contribuire alla ripopolazione del Mediterraneo. La strada è ancora lunga, ma la speranza è tornata a brillare nelle acque di Trieste.



