Un pensionato triestino, conosciuto in centro per la sua tabaccheria, è morto dopo le gravi lesioni riportate in uno scontro tra la sua moto e un’automobile in via Locchi. L’uomo, identificato come Renato Scodellaro era stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Cattinara e ricoverato in terapia intensiva a seguito di un violento trauma cranico e di un successivo peggioramento dovuto a un’emorragia cerebrale.
Svolgimento dell’incidente e primo intervento
I fatti si sono verificati nella mattinata di venerdì 19 giugno in corrispondenza dell’incrocio tra via Locchi e via Maestri del Lavoro. Secondo la ricostruzione, Scodellaro aveva lasciato la sua tabaccheria in piazza Oberdan dopo aver preso un caffè e si era messo in sella alla sua Yamaha 800 in direzione dei Campi Elisi. All’altezza della trasversale è avvenuto l’impatto con un’auto che usciva da via Maestri del Lavoro: l’anziano è stato sbalzato sull’asfalto per alcuni metri.
Sul posto sono intervenuti i mezzi del 118 con ambulanza e automedica, e la pattuglia della Polizia locale. I soccorritori hanno trovato il centauro inizialmente cosciente ma con un evidente trauma cranico e una frattura a un piede. L’uomo indossava il casco, che risultava allacciato e senza segni di schiacciamento evidenti.
Ricovero, intervento chirurgico e decesso
Dopo il trasporto d’urgenza al pronto soccorso di Cattinara le condizioni di Scodellaro sono peggiorate in poche ore: si è sviluppata un’emorragia cerebrale che ha portato al suo trasferimento in rianimazione. I medici hanno eseguito un intervento chirurgico d’urgenza nel tentativo di ridurre la pressione intracranica, ma nonostante le manovre il paziente non ha risposto alle cure.
Il decesso è avvenuto nel pomeriggio di sabato 20 giugno. I figli hanno ricordato l’impegno e la sollecitudine del personale sanitario e hanno ricevuto numerosi messaggi di cordoglio da parte dei colleghi e dei residenti che conoscevano il padre per la sua attività in piazza Oberdan.
Reazioni della comunità e ricordi
I commercianti della zona hanno descritto Scodellaro come «una persona buona e di cuore» e hanno sottolineato la sua presenza costante nel quartiere per decenni. La tabaccheria dietro la stazione del tram era il suo luogo di lavoro, punto di riferimento per molti abitanti e pendolari. I messaggi di vicinanza alla famiglia hanno confermato l’affetto verso l’uomo e lo stupore per il tragico epilogo.
Accertamenti e procedimento giudiziario
La Procura di Trieste ha aperto un fascicolo per omicidio stradale misura di prassi nei casi di decesso in incidenti stradali. Per chiarire dinamica e responsabilità saranno eseguiti l’autopsia il test tossicologico previsto per le vittime di sinistri mortali e una perizia tecnica sulla collisione.
Al momento formale, gli atti disponibili comprendono il verbale della pattuglia della Polizia locale che ha rilevato l’incidente e le prime relazioni dei soccorritori. L’istruttoria dovrà stabilire la sequenza esatta degli eventi all’incrocio e verificare elementi come la velocità dei veicoli, eventuali manovre o ostacoli e la visibilità al momento dell’impatto.
La vicenda richiama l’attenzione sulle conseguenze dei sinistri urbani, anche quando all’apparenza sembrano incidenti «comuni»: un colpo alla testa può trasformarsi rapidamente in una situazione critica. Nel caso di Scodellaro, nonostante l’uso del casco, il trauma è stato fatale a causa delle complicanze neurologiche.



