La decisione di ospitare la presentazione del libro Confesso che ho vissuto. Storie di Avanguardia Nazionale nella Casa del Combattente spazio comunale situato nel Civico Museo del Risorgimento – Sacrario Oberdan di Trieste ha acceso un acceso dibattito politico nella giornata del 23 giugno 2026. L’evento, programmato nella struttura di proprietà comunale, è stato contestato da esponenti di Adesso Trieste e dallo stesso ANPI locale, mentre Futuro Nazionale ha preso posizione a difesa della possibilità di svolgere la presentazione.
Il confronto ruota attorno a due temi principali: l’uso di uno spazio pubblico e museale per iniziative che alcuni ritengono di matrice apologetica, e la tutela della libertà di espressione garantita dall’articolo 21 della Costituzione. I fatti richiamati dalle parti includono precedenti iniziative ospitate nella stessa sala e segnalazioni di episodi verificatisi in date passate.
Richiesta di impedire l’evento e ragioni di Adesso Trieste
Il capogruppo di Adesso TriesteRiccardo Laterza ha chiesto formalmente al Comune di Trieste di impedire lo svolgimento della presentazione, definendo «inaccettabile» l’utilizzo di un luogo museale per una manifestazione che, a suo avviso, dovrebbe essere affrontata con un approccio storiografico critico e non con finalità che possano apparire celebrative. Durante una conferenza stampa davanti al museo, Laterza ha ricordato che la stessa sala sarebbe stata sede di iniziative simili nel settembre scorso e che aveva già presentato un’interrogazione sull’argomento all’assessore competente.
Dettagli citati da Laterza e preoccupazioni
Nel corso dell’intervento il consigliere ha mostrato una fotografia relativa a un convegno svoltosi nella sala nel febbraio di quest’anno in cui sarebbe stata esposta una bandiera della Repubblica Sociale Italiana sul tavolo dei relatori, elemento che ha rinforzato la sua richiesta di un intervento preventivo da parte dell’amministrazione. Laterza ha sottolineato che la sua obiezione «non è una questione di libertà di pensiero» ma riguarda l’idoneità degli spazi pubblici nel celebrare o ospitare contenuti ritenuti incompatibili con i principi costituzionali.
Posizioni di ANPI Trieste-VZPI Trst e reazioni di altri soggetti
Anche il presidente dell’ANPI Trieste-VZPI TrstFabio Vallon è intervenuto per esprimere la propria contrarietà all’utilizzo di locali pubblici per iniziative dedicate ad Avanguardia Nazionale. Vallon ha definito tali eventi come «apologie del terrorismo e del fascismo» e ha chiesto un intervento delle istituzioni competenti per evitare che spazi pubblici siano impiegati in modo che possa essere interpretato come legittimazione di esperienze e simboli contrari alla Costituzione.
La posizione espressa dall’ANPI si inserisce nel più ampio dibattito cittadino sui criteri di uso degli spazi comunali e sul rapporto tra memoria, museo e manifestazioni pubbliche che toccano temi sensibili della storia politica italiana.
La replica di Futuro Nazionale e i richiami a episodi passati
In risposta alle sollecitazioni di annullamento, il movimento Futuro Nazionale è intervenuto con una nota firmata dal consigliere comunale e capogruppo Ugo Rossi contestando le richieste di impedire l’evento come una forma di limitazione della libertà di espressione garantita dall’articolo 21 della Costituzione. Nel comunicato, Futuro Nazionale ha citato direttamente le critiche mosse da Laterza e ha invitato quest’ultimo a occuparsi anche di episodi di imbrattamento verificatisi durante una manifestazione del 19 giugno richiamando così la necessità di coerenza nelle contestazioni pubbliche.
Rossi ha inoltre ricordato un episodio del quando, secondo la ricostruzione del movimento, la proiezione a Trieste del documentario di Russia Today intitolato «Maidan: la strada verso la guerra» avrebbe subito tentativi di cancellazione prima di essere spostata in altra sede, utilizzando questo richiamo per sottolineare la propria tesi su un crescente clima di intolleranza verso posizioni non allineate alla sinistra locale.
Richiesta di svolgimento nell’aula prevista
La nota di Futuro Nazionale si conclude con la richiesta che la presentazione del volume possa svolgersi regolarmente nella Casa del Combattente definita dal movimento «il luogo più idoneo per garantire la libertà di espressione» prevista dalla Costituzione. La posizione mantiene il focus sul principio costituzionale e sul diritto di organizzare iniziative culturali negli spazi comunali.
Al momento resta da vedere quale sarà la decisione dell’amministrazione comunale e se l’assessore competente prenderà provvedimenti in risposta alle interrogazioni e alle istanze presentate dalle diverse forze politiche e associative coinvolte.



