La pensilina all’ingresso del Porto Vecchio di Trieste è tornata a essere un punto di riferimento per i migranti in transito. Con l’arrivo dell’autunno, la situazione si è fatta più evidente, con sacchi a pelo, materassini e borse che riempiono l’area alle spalle dell’ingresso monumentale dello scalo storico.
La questore di Trieste, Lilia Fredella ha fatto il punto sulla situazione, sottolineando come le condizioni climatiche stiano influenzando la visibilità del fenomeno. «I migranti che in questo periodo stazionano normalmente in Porto Vecchio, viste le condizioni climatiche, stanno fuori dagli edifici e quindi la famosa pensilina all’ingresso si è di nuovo riempita. Però le presenze rispetto all’anno scorso sono sicuramente un po’ calate e, da parte nostra, cerchiamo di trattare tutti quelli che possiamo inserire nel sistema di accoglienza», ha spiegato Fredella.
Le operazioni delle forze dell’ordine nel Porto Vecchio
Il Porto Vecchio è stato teatro di numerose operazioni delle forze dell’ordine nel corso del 2026. A gennaio, un intervento nell’edificio 4 ha portato alla presa in carico di 116 richiedenti asilo successivamente destinati alle strutture di accoglienza disponibili sul territorio nazionale. Pochi giorni dopo, un’altra operazione ha interessato gli edifici 7 e 10 con altri 95 richiedenti asilo presi in carico.
A febbraio, un ulteriore intervento ha riguardato la palazzina 118 l’ex direzione dello scalo storico. Anche in quel caso, alcune persone sono state trovate all’interno dello stabile e fatte uscire. La questione è tornata in primo piano anche a maggio, quando le forze dell’ordine hanno individuato diverse decine di migranti nell’area del Magazzino 19. Più di sessanta persone sono state successivamente inserite nel sistema di accoglienza gestito dalla Prefettura e destinate a strutture presenti sul territorio.
Le critiche del sindaco Dipiazza sui controlli al confine
Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza ha espresso forti critiche riguardo ai controlli al confine con la Slovenia. «Basta con questa sceneggiata. I controlli al confine non servono a niente. Il valico del Lazzaretto a Muggia è scoperto, Chiampore scoperto, e così anche Santa Barbara, Plavje, Ospo. Gli agenti sono solo agenti a Fernetti, lungo l’autostrada. Controlliamo quattro punti e 20 sono scoperti, entri ed esci dal Paese come vuoi», ha dichiarato Dipiazza.
Il sindaco ha anche espresso preoccupazione per la sicurezza in città, affermando: «Abbiamo bisogno di tanti poliziotti in città, così da vivere in un posto più sicuro». Le sue proteste si estendono alla politica migratoria, con particolare riferimento al trasferimento di minori e migranti da San Dorligo a Trieste.
La sospensione degli accordi di Schengen con il ripristino dei controlli al confine con la Slovenia risale al 21 ottobre dopo l’attacco di Hamas ai danni di Israele del 7 ottobre. Altri sindaci, come Rodolfo Ziberna di Gorizia e Alberto Felice De Toni di Udine, hanno espresso opinioni contrastanti sulla questione.



