Il 18 settembre a Pordenone si è tenuta la presentazione di America nuda e cruda il nuovo volume di Giorgio Dell’Arti edito da Garzanti. L’autore, giornalista e scrittore, ha affiancato al palco Guido Corso responsabile della Rai Fvg, che ha vissuto per molti anni negli Stati Uniti. Entrambi hanno offerto una lettura non convenzionale di quasi quattro secoli di storia americana dal primo insediamento dei Padri Pellegrini fino all’era Trump.
Durante la serata, Dell’Arti ha sottolineato che la cronologia non è sinonimo di progresso lineare. «La storia va avanti, procede, ma questo non significa che avanzi», ha affermato, insinuando che la narrazione storica è spesso una costruzione retrospettiva, influenzata dalle esigenze del presente.
Il caso come protagonista della storia americana
Secondo Dell’Arti, il caso ha avuto un ruolo determinante nella formazione degli Stati Uniti. I primi coloni europei hanno potuto “lasciarsi la storia alle spalle e ricominciare da zero”, creando una repubblica in un contesto europeo dominato da monarchie assolute e residui feudali. La Dichiarazione d’indipendenza e la Costituzione hanno introdotto principi considerati radicali all’epoca, pur convivendo con contraddizioni evidenti come la schiavitù e il trattamento dei nativi.
Interesse personale come motore storico
Un filo conduttore rilevato dall’autore è la tesi che gli uomini si muovono avendo come fine il proprio interesse. Questa affermazione, ripetuta più volte, vuole spiegare come decisioni politiche, economiche e sociali siano spesso il risultato di calcoli individuali più che di una visione collettiva di progresso. Ogni epoca, secondo Dell’Arti, riscrive il passato per dare senso a tali interessi, generando versioni contrastanti della stessa realtà.
Guido Corso sull’identità a stelle e strisce
Corso ha aggiunto al dibattito una prospettiva più pragmatica: l’America è definita dal suo rapporto conflittuale con il denaro e dalla forte cultura della meritocrazia. «Il dollaro è il vero re: l’americano guarda solo al proprio portafoglio», ha osservato, evidenziando un pragmatismo tipico della mentalità statunitense. Allo stesso tempo, ha ricordato che il sistema premia chi dimostra capacità, indipendentemente dall’età.
Un aneddoto personale ha reso concreta questa idea: a Los Angeles, mentre lavorava nel settore dei media, Corso ha notato che l’amministratore delegato della NBC occupava la carica a soli 30-35 anni, dimostrando che l’innovazione è spesso legata alla giovinezza. Il libro, conclude Corso, dimostra che corruzione e conflitti non sono fenomeni recenti, ma affondano le loro radici nei primi momenti della storia americana.



