Il 14 ottobre 2026, nella sede del Comitato europeo delle Regioni a Bruxelles, Mauro Bordin presidente del Consiglio regionale del friuli venezia Giulia, ha tenuto un intervento cruciale sul futuro dei trasporti in Europa. Il dibattito, inserito nel contesto di una valutazione per un sistema europeo di trasporti connesso e sostenibile ha messo in luce la necessità di coniugare investimenti consistenti con una governance più rapida, al fine di non lasciare indietro territori, comunità e cittadini.
L’auspicio di Bordin è chiaro: senza un sistema di mobilità moderno e capillare, le regioni periferiche rischiano di perdere la capacità di attrarre giovani talenti e imprese. Il presidente ha sottolineato che il diritto di restare – la possibilità di vivere, lavorare e costruire il proprio futuro nelle proprie terre – non può rimanere un semplice slogan, ma deve tradursi in opportunità concrete offerte da una rete di collegamenti efficace.
Gli investimenti dell’Unione europea al centro della rete di trasporti
Secondo Bordin, i fondi dell’Unione europea rappresentano il volano indispensabile per la realizzazione di grandi opere infrastrutturali e per il potenziamento dei tratti locali. L’UE ha già predisposto linee di finanziamento mirate, ma è fondamentale che queste risorse vengano indirizzate verso progetti che colleghino anche le realtà più isolate ai poli economici regionali. Un sistema di trasporti capillare permette alle imprese di accedere a mercati più ampi, riduce i costi logistici e, soprattutto, sostiene la coesione territoriale.
Collegamenti regionali e il diritto di restare dei giovani
Nel suo intervento, Bordin ha rimarcato che la carenza di collegamenti adeguati penalizza in particolare la generazione più giovane, che spesso si trova costretta a migrare verso aree metropolitane per trovare opportunità lavorative. Un trasporto pubblico efficiente e una rete ferroviaria ben integrata possono trasformare quel che oggi è percepito come un “svantaggio geografico” in un vantaggio competitivo. Investire in linee regionali, servizi di prossimità e infrastrutture intermodali è quindi una strategia per rendere il diritto di restare una realtà tangibile.
Rivoluzione dei processi decisionali per una mobilità più rapida
Bordin non si è limitato a parlare di finanziamenti: ha evidenziato la necessità di riformare i meccanismi decisionali che, attualmente, allungano i tempi di realizzazione dei progetti. “Oggi, molte opere vengono progettate, attendono anni per l’approvazione e solo dopo lunghi periodi vengono effettivamente costruite”, ha affermato il presidente. In un contesto internazionale dove altri Paesi accelerano le decisioni, l’Europa rischia di perdere terreno sul piano della competitività. Perciò, oltre a allocare risorse è imperativo rendere i processi più efficienti, rapidi e tempestivi.
Confronto con le tempistiche internazionali
Alcune economie extraeuropee dimostrano la capacità di concludere grandi progetti di trasporto in pochi anni, grazie a procedure di autorizzazione semplificate e a una maggiore sinergia tra enti pubblici e privati. Bordin ha sottolineato che l’Unione europea deve adottare modelli analoghi, riducendo la burocrazia e favorendo partnership agili. Solo così la quantità di investimenti potrà tradursi in opere concrete, garantendo benefici rapidi a cittadini e imprese.



