10 Giugno 2026 🌧 24°

In City Golf a Trieste: 72 giocatori e 18 buche nel cuore della città

In City Golf ha portato il golf tra le strade di Trieste: 72 giocatori da Italia, Polonia, Olanda, Germania, Slovenia e Austria si sono sfidati su 18 buche urbane con allestimenti creativi, palline in gomma piuma e momenti speciali al Castello di San Giusto e alla terrazza del Teatro Verdi

In City Golf a Trieste: 72 giocatori e 18 buche nel cuore della città

Trieste si è trasformata in un percorso sportivo diffuso, dove il golf ha assunto i colori del centro storico e delle sue piazze. La quarta edizione di In City Golf promossa con il contributo del presenting sponsor Double Tree by Hilton ha portato 72 partecipanti da diverse regioni d’Italia e da vari paesi europei a confrontarsi su un tracciato di 18 buche ricavato tra i vicoli e le piazze cittadine.

La formula dell’evento ha privilegiato la sicurezza e l’accessibilità: molte delle battute sono state eseguite con palline in gomma piuma permettendo colpi di precisione senza mettere a rischio passanti, vetrine e facciate storiche. L’itinerario ha incluso luoghi simbolo come piazza Unità d’Italia il Castello di San Giusto e la terrazza del Teatro Verdi offrendo anche a chi non gioca una prospettiva inedita della città.

Percorso e ambientazioni: piazza Unità d’Italia, San Giusto e Teatro Verdi

Sei buche sono state allestite nella scenografica piazza Unità d’Italia dove i partecipanti hanno dovuto misurare traiettorie e ritmo sotto lo sguardo dei palazzi che incorniciano la piazza. La novità dell’edizione 2026 è stata la collocazione di postazioni sul colle di San Giusto alcune delle quali collocate all’interno delle mura del Castello da cui si godeva una vista panoramica sulla città e sul porto, trasformando ogni tiro in un esercizio di equilibrio tra tecnica e scenografia.

La prova dalla terrazza del Teatro Verdi

Un banco di prova particolarmente suggestivo è stato quello posizionato sulla terrazza del Teatro Verdi dove i concorrenti hanno dovuto centrare un bersaglio posizionato nella piazza sottostante: un colpo che ha messo alla prova non solo la precisione ma anche la capacità di adattarsi a fattori ambientali come vento e dislivelli. Questo genere di allestimenti ha reso evidente la componente ludica e scenografica della manifestazione senza rinunciare alla competizione.

Partecipazione, supporto educativo e momento conviviale

All’appello hanno risposto 72 giocatori provenienti da Italia, Polonia, Olanda, Germania, Slovenia e Austria tra cui è tornato a partecipare il cantante Mal accompagnato dalla moglie, dal figlio e da un gruppo di amici. Durante tutto il percorso, gli atleti sono stati affiancati dagli studenti dell’indirizzo turistico dell’Istituto Superiore Da Vinci-Carli-Sandrinelli di Trieste, che hanno supportato l’organizzazione logistica e l’accoglienza dei partecipanti, dimostrando il valore formativo di eventi di questo tipo per i giovani locali.

La base operativa dell’evento è stata lo storico Caffè degli Specchi che ha fatto da quartier generale per iscrizioni, briefing e premiazioni. La giornata si è conclusa con una festa serale nello stesso locale, durante la quale sono stati consegnati i premi offerti dagli sponsor ai vincitori delle varie buche e categorie.

Organizzazione e partnership

L’iniziativa, nata dall’idea di Kurt Anrather si è svolta grazie alla co-organizzazione del Comune di Trieste e di PromoTurismoFvg. Il progetto ha visto il sostegno di numerosi partner commerciali: tra i nomi coinvolti figurano South West Greens Central EuropePorscheInternormSamsonite – CataruzzaMeckastzerIl VinotecarioWaVe FuturaLa RaimondiIl TommaseoLa BombonieraRadio Punto ZeroCoop e il Golf Club di Padriciano. Questa rete di partner ha permesso di attrezzare le postazioni con ostacoli e bersagli originali, oltre a garantire premi e supporto logistico.

La scelta di utilizzare materiali attenuanti come le palline in gomma piuma ha dimostrato un approccio pratico alla convivenza tra evento sportivo e spazio urbano, consentendo di sperimentare il gioco nelle aree più delicate senza compromettere la fruizione pubblica e la conservazione dei palazzi storici.

L’esperienza ha ribadito, ancora una volta, la vocazione di Trieste a ospitare iniziative capaci di mettere in rete sport, imprese e comunità locale.

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