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Il nuovo piano industriale 2027-2031 dell’Interporto di Gorizia

L’interporto di Gorizia riceve un piano da 31,5 milioni per espandere strutture, rendere più verde la logistica e aprirsi a nuovi soci.

Il nuovo piano industriale 2027-2031 dell’Interporto di Gorizia

Il 23 ottobre a Gorizia è stato presentato il primo piano industriale della società in house del Comune, SDag Spa, per il periodo 2027-2031. L’iniziativa prevede un investimento complessivo di 31,5 milioni di euro, suddiviso in 15,185 milioni per il triennio 2027-2029 e 16,300 milioni per il biennio 2030-2031. L’obiettivo principale è trasformare l’interporto in un nodo logistico integrato e transfrontaliero, in grado di inserirsi nella rete europea Ten-T e di attrarre nuovi soci industriali.

Immobili, sicurezza e spazi di accoglienza

La quota più consistente, pari a 12,9 milioni di euro, è destinata alla riqualificazione del patrimonio immobiliare. Verranno adeguati dal punto di vista antincendio i Padiglioni A e B, recuperata l’ex Techno Area e realizzato un nuovo edificio logistico-commerciale modulare di 3.000 m². Contestualmente è prevista la demolizione del Padiglione F per ottimizzare la superficie disponibile. Un altro investimento di 8,325 milioni sarà rivolto alla sicurezza e alla sosta: i parcheggi P1, P2 e P3 saranno rinnovati con l’ambizione di ottenere la certificazione europea SSTPA Gold, mentre saranno creati nuovi spazi di ristoro e accoglienza per gli autotrasportatori.

Indicazioni operative

Secondo Fabrizio Russo, amministratore unico di SDag, questi interventi forniranno una “prospectiva di crescita concreta” capace di generare nuovi flussi di mercato e aumentare la competitività dell’interporto. Il sindaco Rodolfo Ziberna ha definito il sito un “patrimonio strategico” per Gorizia, l’Isontino e l’intera regione.

Transizione ecologica e potenziamento ferroviario

Un investimento di 6 milioni è destinato alla transizione ecologica. Verranno installati impianti fotovoltaici per ridurre i costi energetici e l’impatto ambientale dell’interporto. Sul fronte dell’intermodalità, 2,2 milioni saranno impegnati per costruire un nuovo binario interno raccordato e per sviluppare le opere legate alla cosiddetta “Lunetta Italiana”, in collaborazione con la Regione Friuli-Venezia Giulia. Un ulteriore passo strategico è l’estensione del comprensorio di manovra ferroviaria del Porto di Trieste all’impianto di Gorizia, che dovrebbe semplificare i transiti merci al valico Gorizia/Nova Gorica.

Impatto sulla mobilità regionale

La Commissione regionale per le infrastrutture ha sottolineato come l’intermodalità sia il catalizzatore per un trasporto più sostenibile, riducendo la dipendenza dal trasporto su strada e favorendo il passaggio delle merci alla rotaia.

Polo agroalimentare e prospettive commerciali

Nel settore agroalimentare saranno destinati 2,06 milioni all’ampliamento del polo: tre nuove celle frigorifere a temperatura positiva per un volume complessivo di circa 6.000 m³ e un magazzino a temperatura ambiente. L’obiettivo è creare un retroporto per i traffici marittimi, favorendo l’interconessione con il porto di Trieste e il sistema portuale dell’Alto Adriatico. La presenza di circa 85 aziende, 385 dipendenti e un fatturato aggregato superiore a 50 milioni di euro rende l’interporto un motore economico locale.

Richieste di finanziamento

Al momento solo 5,475 milioni di risorse sono già coperti; il restante 83 % dovrà essere reperito tramite contributi pubblici, strumenti creditizi e partnership private. La consigliera regionale Laura Fasiolo ha ribadito l’importanza di includere l’interporto nella rete Ten-T e ha sollecitato una proroga della convenzione con il Comune per garantire le condizioni operative necessarie.

Il progetto prevede anche una componente culturale e turistica legata al programma europeo Crew, con la creazione di un Centro polifunzionale, un InfoPoint e il “Crossing Cafè”, destinati a valorizzare la dimensione sociale dell’intercapitale logistico.

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