Il giorno dell’appuntamento, la Fiom ha celebrato i suoi 125 anni nel cuore dell’ex zona delle Acciaierie Bertoli, a Udine. La manifestazione, coordinata da Loris Scarpa, responsabile nazionale della siderurgia per i metalmeccanici CGIL, ha riunito sindacalisti, attuali e ex lavoratori, e figure di spicco della Federazione come David Bassi e Emiliano Giareghi. Il ricordo di Marco Drigani, delegato dell’Ofar di Cividale, è stato onorato con una raccolta fondi devoluta a Emergency, testimonianza della solidarietà radicata nella tradizione sindacale friulana.
Il 125° anniversario della Fiom a Udine: un punto di svolta per la siderurgia
Il raduno ha sottolineato il ruolo di Udine come seconda provincia dell’acciaio in Italia, seconda soltanto a Brescia. Nel dibattito sono intervenuti veterani come Gino Dorigo ed Enrico Stagni, che hanno riportato le lotte del passato, mentre i rappresentanti attuali hanno illustrato le sfide odierne del settore. L’evento, organizzato dalla sezione locale della Fiom, ha messo in evidenza la necessità di trasformare la crisi in un’opportunità per rilanciare l’intera filiera metalmeccanica della regione.
Produzione di acciaio a ciclo integrale: una richiesta insistenza
Scarpa ha rimarcato che l’Italia non può rinunciare a una produzione di acciaio a ciclo integrale. Dalla storia di Trieste e Piombino al presente di Taranto, la visione del sindacato è chiara: mantenere la capacità di trasformare il rottame in prodotto finito sul territorio nazionale, sfruttando le nuove tecnologie decarbonizzate. L’acciaio prodotto in Italia, ha spiegato, è fondamentale per il fabbisogno interno, poiché gran parte del rottame viene esportata senza coprire le esigenze industriali locali.
Le richieste di Fiom a Electrolux: 28 ottobre e 2 novembre
Nel contesto dell’elettrodomestico, la Fiom ha fissato due tavoli di negoziazione, il 28 ottobre e il 2 novembre, per evitare chiusure e licenziamenti. L’obiettivo è garantire una capacità produttiva elevata e un alto divario di capacità innovativa, elementi considerati essenziali per la competitività dell’intera filiera, dal settore automotive a quello dei grandi elettrodomestici.
Ilva: scadenza dell’8 novembre e la discussione sulla gestione
Il caso Ilva è stato al centro della discussione, con la Fiom che ha definito provocanti i numeri sulla cassa integrazione presentati a ottobre. Scarpa ha confermato la posizione della federazione: l’azienda deve ritornare a essere un capitale pubblico gestito a beneficio del Paese e dell’Europa. La data chiave è l’8 novembre, termine ultimo per la presentazione di proposte vincolanti. Fino ad ora, nessun gruppo ha presentato offerte concrete, lasciando la Fiom pronta a ribadire da 2012 la necessità di una gestione pubblica.
Il sindacato ha inoltre evidenziato che la questione non è una mera competizione tra stabilimenti, ma una questione di futuro per tutti i lavoratori coinvolti. Le offerte provenienti da Danieli e Pittini (Friuli) e da Beltrame e Acciaierie Venete (Veneto) sono state segnalate solo dalla stampa, senza che alcuna sia stata formalmente presentata entro la scadenza. Se l’8 novembre passerà senza proposte, la Fiom prevede di intensificare la pressione sul governo, chiedendo una risposta concreta e una gestione che possa garantire la continuità produttiva e occupazionale del settore.



