Il 6 giugno 2026, Trieste ha ospitato un evento di rilevanza internazionale: la conferenza annuale di Housing Europeintitolata “From West to East: Building a brighter housing future”. Oltre cento rappresentanti istituzionali, operatori del settore ed esperti provenienti da tutta Europa si sono riuniti al Teatro Verdi per affrontare le sfide delle politiche abitative europee.
L’iniziativa, organizzata da Housing Europe in collaborazione con FederCasa e Ater Triesteha visto la partecipazione del Comune di Trieste e il patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. La conferenza ha riunito esperti da Italia, Austria, Danimarca, Paesi Bassi, Belgio, Slovenia, Spagna, Irlanda, Polonia, Ucraina e altri Paesi europei.
Trieste, ponte tra culture e politiche abitative
Il Presidente di Ater TriesteDaniele Mosetti, ha aperto i lavori sottolineando il valore simbolico della città ospitante. “Trieste è storicamente un ponte tra culture, economie e popoli diversi. Oggi più che mai l’Europa ha bisogno di costruire ponti anche nelle politiche abitative, condividendo esperienze, strumenti e visioni comuni per affrontare una crisi che riguarda l’intero continente”, ha dichiarato Mosetti.
Mosetti ha evidenziato come la casa sia diventata una questione strategica europea. “L’abitare non può più essere considerato soltanto una questione sociale o tecnica. La casa è oggi infrastruttura democraticacoesione territoriale, sicurezza sociale e fiducia nel futuro. Quando le persone perdono accesso a un’abitazione dignitosa e sostenibile, si indebolisce anche la fiducia nelle istituzioni e nella stessa idea europea”, ha affermato.
Le sfide future dell’edilizia sociale in Europa
Durante la conferenza, i partecipanti hanno discusso temi cruciali come l’accessibilità abitativa, la rigenerazione urbana, la riqualificazione energetica del patrimonio pubblico, il recupero degli alloggi sfitti e il finanziamento di lungo periodo dell’housing sociale. Un focus particolare è stato dedicato al ruolo delle politiche abitative nella coesione sociale e nella stabilità democratica.
Un altro tema centrale è stato il futuro Piano Europeo per l’Housing Accessibileil ruolo della Banca Europea degli Investimenti e la necessità di rafforzare strumenti finanziari stabili e di lungo periodo per sostenere l’edilizia pubblica e sociale. Ampio spazio è stato dedicato anche alla transizione energetica, alla riduzione delle emissioni e alla protezione delle famiglie vulnerabili dall’aumento dei costi energetici attraverso programmi di riqualificazione e produzione energetica locale.
La ricostruzione dell’Ucraina e il modello europeo
Un focus specifico ha riguardato anche la ricostruzione dell’Ucraina e il contributo che il modello europeo dell’housing pubblico e cooperativo potrà offrire nella ricostruzione di comunità resilienti e inclusive. “Le sfide che abbiamo davanti – dall’emergenza abitativa alla sostenibilità energetica – non possono essere affrontate dai singoli Paesi in modo isolato. Serve una cooperazione europea più forte e una nuova capacità di investimento pubblico orientata al lungo periodo”, ha concluso Mosetti, auspicando che l’accesso alla casa rimanga una priorità stabile nell’agenda politica europea dei prossimi anni.



