Il porto di Trieste si trasforma in un laboratorio a cielo aperto grazie alla presenza contemporanea di due navi da ricerca di eccellenza: la Gaia Blu del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e la Laura Bassi dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS). Dal 7 al 12 giugno, queste imbarcazioni, protagoniste di importanti campagne scientifiche, saranno aperte al pubblico, offrendo l’opportunità di scoprire da vicino il mondo della ricerca oceanografica.
L’iniziativa rappresenta un momento di grande rilievo non solo per la divulgazione scientifica, ma anche per la valorizzazione delle infrastrutture dedicate allo studio degli oceani e dei cambiamenti climatici. Oltre mille visitatori sono attesi a bordo delle due unità: 735 sulla Laura Bassi e 270 sulla Gaia Blu, che sarà visitabile il 7 e l’8 giugno.
Una collaborazione strategica per la scienza del mare
L’incontro tra le due navi ha visto la partecipazione dei vertici delle istituzioni coinvolte. Il presidente del CNR, Andrea Lenzie il direttore del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del CNR, Francesco Petracchinisono stati accolti a bordo della Laura Bassi dalla direttrice generale dell’OGS, Paola Del Negroe dal direttore del Centro Gestione Infrastrutture Navali, Franco Coren.
Successivamente, la delegazione dell’OGS ha visitato la Gaia Blu, dove il presidente Lenzi ha illustrato le attività svolte durante la recente campagna scientifica On-Route, seguita personalmente durante la navigazione da Bari a Trieste. La presenza contemporanea delle due navi rappresenta un segnale importante della capacità della ricerca italiana di operare ai massimi livelli internazionali nello studio degli oceani, degli ecosistemi marini e dei cambiamenti climatici.
Gaia Blu: il laboratorio galleggiante del CNR
La nave oceanografica Gaia Blu è una delle infrastrutture scientifiche più avanzate d’Europa dedicate alla ricerca marina multidisciplinare. Lunga circa 80 metri e dotata di laboratori modulari ad alta tecnologia, la nave opera su scala globale supportando attività di oceanografia fisica, chimica e biologicageologia marinageofisica marinastudio degli ecosistemi profondi e monitoraggio dei cambiamenti climatici.
Tra le tecnologie di bordo figurano sistemi sonar di ultima generazione per la mappatura dei fondali, veicoli subacquei telecomandati (ROV) e sofisticate strumentazioni per il campionamento continuo delle acque marine. Negli ultimi anni, Gaia Blu ha contribuito alla raccolta di dati fondamentali sulla biodiversità del Mediterraneo, sulle dinamiche oceaniche e sugli effetti del riscaldamento globale sugli ecosistemi marini.
Laura Bassi: l’unica rompighiaccio italiana per la ricerca polare
La Laura Bassi rappresenta un’eccellenza assoluta nel panorama scientifico nazionale. È infatti l’unica nave rompighiaccio italiana dedicata alla ricerca oceanografica capace di operare sia nell’Artico sia in Antartide. Acquistata dall’OGS grazie a un finanziamento del Ministero dell’Università e della Ricerca, la nave è al servizio dell’intera comunità scientifica nazionale ed europea.
Tra le sue caratteristiche principali: una lunghezza di 80 metri, una larghezza di 17 metri, una stazza superiore a 4.000 tonnellate, una classe polare PC5 e un sistema di posizionamento dinamico ad alta precisione. La nave svolge un ruolo essenziale nel supporto logistico e scientifico delle missioni italiane nelle regioni polari, contribuendo alla raccolta di dati fondamentali sul cambiamento climatico, sulla criosfera e sugli ecosistemi estremi.
L’apertura delle due navi ai cittadini rappresenta uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa. L’obiettivo è avvicinare il grande pubblico alla ricerca scientifica, mostrando concretamente come vengono raccolti i dati che permettono di comprendere fenomeni cruciali come il cambiamento climatico, l’innalzamento del livello dei mari, la perdita di biodiversità e l’evoluzione degli ecosistemi oceanici.
Trieste si conferma così un hub internazionale della ricerca marina, dove la collaborazione tra CNR e OGS rappresenta un modello virtuoso di condivisione di competenze, infrastrutture e visione strategica. Le due navi non sono soltanto strumenti di ricerca: sono piattaforme scientifiche fondamentali per comprendere il futuro del pianeta e affrontare con dati e conoscenze le grandi sfide ambientali del XXI secolo.



