L’Università di Trieste ha celebrato l’avvio del 103° anno accademico con una cerimonia che ha riunito autorità regionali, rappresentanti politici e la comunità studentesca.
Crescita delle iscrizioni e nuovi indicatori
Secondo i dati forniti dal rettorato, l’anno accademico 2025/2026 si è chiuso con quasi 19.000 iscritti, cifra che supera i 20.800 se si includono dottorandi e partecipanti ai master. Le nuove immatricolazioni hanno registrato un incremento del 22,6 % rispetto al periodo analogico dell’anno precedente, evidenziando una tendenza ascendente e una domanda sempre più forte per i percorsi offerti dall’ateneo.
Visione della rettrice Vianelli e sostegno agli studenti in difficoltà
Durante l’intervento, la rettrice Donata Vianelli ha sottolineato che l’Università deve trasformare la complessità del presente in un impulso al cambiamento, coniugando pragmatismo, capacità progettuale e una chiara prospettiva futura. Ha poi rivolto un appello diretto agli studenti provenienti da zone di conflitto, promettendo vicinanza, solidarietà e sostegno concreto, affinché il campus rimanga un luogo sicuro di accoglienza, dialogo e libero confronto.
Collaborazione con la Regione e dichiarazioni istituzionali
La rettrice ha attribuito parte del successo all’attrattività della Regione Friuli-Venezia Giulia, evidenziando come la sinergia tra università, istituzioni e imprese possa trasformare gli investimenti in opportunità di rigenerazione urbana e sociale. Il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, ha ricordato che gestire sistemi complessi richiede confronto interno alla complessità e non propaganda, sostenendo che formazione, cultura e ricerca sono fondamentali per evitare il rischio di passare dal confronto allo scontro. Le parlamentari Debora Serracchiani e Tatjana Rojc hanno chiuso la cerimonia affermando che puntare sull’università significa investire su un modello di civiltà capace di custodire la conoscenza libera e il pensiero critico di fronte alle rapide trasformazioni globali.



