24 ottobre 2026 ☀ 11°

Commemorazione a Kobarid dei caduti della Prima guerra con delegati

Alla vecchia linea del Piave sloveno, le delegazioni italiane e slovene rendono omaggio ai caduti, sottolineando la forza del dialogo.

Commemorazione a Kobarid dei caduti della Prima guerra con delegati

Il 24 ottobre la cittadina slovena di Kobarid, nota storicamente come Caporetto, è stata teatro di una cerimonia di commemorazione dedicata ai soldati caduti nella Prima guerra mondiale. L’evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni italiane e slovene, con l’obiettivo di ricordare la tragedia di un conflitto che ha segnato profondamente la zona e al contempo di promuovere un messaggio di pace tra i due popoli.

In tutta la valle, tra le montagne che hanno visto il rombo dei cannoni, le autorità hanno riaperto una pagina di memoria condivisa, ribadendo che il ricordo non deve rimanere chiuso in una ferita, ma deve alimentare la costruzione di legami più solidi.

Commemorazione a Caporetto (Kobarid) il 24 ottobre

La giornata è iniziata con il suono di una fanfara, seguito da una breve lettura di una nota dei Carabinieri che ha messo in evidenza la complessità storica della Battaglia di Caporetto. Il rito si è svolto nel contesto di una natura ancora intatta, ma carica di ecosistemi di ricordo e di speranza. Dopo i minuti di silenzio, sono stati deposti corone di fiori sui monumenti dedicati ai caduti, simbolo di rispetto e di continuità con le generazioni future.

Le delegazioni presenti

Al fianco della cittadinanza locale, tra i protagonisti vi erano il generale di Corpo d'Armata Andrea Rispoli, capo dell'Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa, e il segretario di Stato al ministero della Difesa sloveno Erik Kopač. Dall'Italia hanno partecipato l' ambasciatore Giuseppe Cavagna, l' ambasciatore di Italia a Capodistria Simona Ciuffoni, e il generale di brigata Gerardo Petitto, comandante della Legione Carabinieri friuli venezia Giulia. Il sindaco di Cividale del Friuli, Attilio Vuga, e il sindaco di Caporetto, Marko Matajurc, hanno aggiunto la loro voce a quella delle istituzioni.

Il discorso di Andrea Rispoli: memoria, dignità e resilienza

Nel corso della cerimonia, il generale Rispoli ha delineato un percorso che parte dal dolore per arrivare alla rinascita. “La Battaglia di Caporetto resta impressa nella nostra storia come una pagina tragica, segnata dal dolore, dal disorientamento e da un immenso sacrificio umano”, ha dichiarato, sottolineando come da quell'evento siano germogliate le vittorie del Piave e del Grappa. La grandezza non sta nel non cadere mai, ma nel saperci rialzare sempre, ha affermato, rimarcando la capacità di riscatto dei popoli coinvolti.

Rispoli ha poi spostato l'attenzione da fattori militari a volti umani: “Qui non vediamo solo la sconfitta o la tragedia: vediamo l'umanità. Vediamo figli, padri, fratelli che, pur nella morsa dell'angoscia, non persero la propria dignità, donando il bene più prezioso, la propria vita, al servizio della Patria e dei propri commilitoni”. Il generale ha evidenziato che la presenza congiunta delle delegazioni trasforma il luogo da simbolo di frattura a ponte di riconciliazione.

Verso una riconciliazione duratura

Rispoli ha rimarcato che l'unica vittoria possibile è la concordia tra i popoli. La cerimonia, quindi, non è stata soltanto un tributo ai caduti, ma un appello a custodire il dialogo e a costruire una pace radicata nella consapevolezza condivisa del passato. La presenza spalla a spalla di rappresentanti italiani e sloveni ha mostrato, in pratica, che il territorio una volta teatro di una sconfitta può diventare il luogo di una fragile, ma solida, riconciliazione.

Il messaggio finale lanciato all'evento è stato chiaro: la memoria deve essere condivisa, la dignità dei soldati deve rimanere un faro, e la pace conquistata dal dialogo deve guidare le relazioni future tra Italia e Slovenia.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Trieste adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 6 µg/m³