Oggi a Trieste si è svolta la presentazione del 29/o numero di Futuribili-Rivista di studi sul futuro e di previsione socialeun volume intitolato “Somalia: dalla ricerca del passato alla prospettiva di futuro” che ha messo al centro il rapporto tra Somalia e Italia e le possibili traiettorie di ripresa del Paese. L’incontro ha richiamato rappresentanti istituzionali e esperti che hanno rimarcato l’importanza della memoria storica come base per immaginare una rinascita socioeconomica e istituzionale.
La presentazione è stata caratterizzata da interventi istituzionali in aula e da contributi remoti: tra i presenti c’erano l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti e la vicesindaca di TriesteSerena Tonelmentre l’ambasciatore d’Italia in Somalia, Pier Mario Daccò Coppiha partecipato collegato da remoto. Nei vari interventi si è sottolineato il valore di raccontare una Somalia che non sia solo la fotografia del conflitto ma anche la testimonianza di una storia sociale e culturale anteriori alla guerra.
Il ruolo della memoria e i legami storici con l’Italia
Nel corso dell’evento è emersa l’idea che recuperare la memoria di com’era la Somalia prima della guerra sia essenziale per favorire una visione di futuro: “per recuperare una memoria – è stato detto – che è fondamentale per guardare positivamente a una rinascita del territorio”. La formula proposta dalle istituzioni presenti ha puntato sulla necessità di raccontare non soltanto le ferite del presente ma anche le tracce di una vita civile e culturale che possono fungere da punto di partenza per progetti di ricostruzione e cooperazione.
L’intervento dell’ambasciatore Pier Mario Daccò Coppisebbene in collegamento remoto, ha rimarcato il valore delle iniziative culturali e scientifiche: “iniziative come quella odierna sono importanti perché permettono di raccontare una Somalia diversa e di promuovere e dare visibilità ai legami che il Paese ha con l’Italia, che si traducono in tante iniziative, che continuano e che sono resistite nel tempo alla guerra civile”. Questa affermazione ha richiamato l’attenzione sul fatto che i rapporti bilaterali non si limitano alla diplomazia formale ma si esprimono anche attraverso collaborazioni civili, associative e accademiche.
L’analisi sulla situazione attuale e le condizioni per la pace
Un contributo centrale all’evento è arrivato da Ahmed Faghi Elmidell’associazione italo somala Sagalche ha fornito una lettura puntuale degli sviluppi recenti nella Somalia. Elmi ha ricordato come, “negli ultimi anni, organizzazioni internazionali e partner bilaterali hanno intensificato gli interventi di assistenza umanitaria e di sostegno allo sviluppo – ha ricordato – con l’obiettivo di rafforzare le istituzioni statali, consolidare la pace e favorire la stabilità”. Questa sintesi evidenzia l’impegno esterno nel supportare processi istituzionali e programmi di stabilizzazione.
Pur riconoscendo “progressi significativi nel consolidamento delle istituzioni politiche e nel miglioramento delle condizioni di sicurezza” in un arco temporale relativamente breve, Elmi ha voluto mettere in chiaro che la tenuta della pace passa attraverso investimenti concreti: “la pace è sostenibile solo se accompagnata da investimenti in lavoro, istruzione, sanità e infrastrutture”. La dichiarazione funge da richiamo a politiche integrate che vadano oltre l’intervento emergenziale e puntino sulla costruzione di capacità locali e servizi essenziali.
Il contributo delle organizzazioni e della società civile
Durante la presentazione è stato inoltre evidenziato il ruolo svolto da organizzazioni internazionali e partner bilaterali nel sostenere programmi di assistenza e sviluppo. L’attenzione si è concentrata su progetti che mirano non solo a rispondere all’emergenza, ma anche a rafforzare strutture e competenze istituzionali. In questo contesto, le associazioni come Sagal sono state citate come esempi di collegamento operativo tra comunità locali e partner esterni, capaci di far emergere sia criticità che opportunità in prospettiva di medio termine.
L’evento ha dunque offerto uno spazio per connettere ricostruzione della memoria storica, analisi delle dinamiche attuali e indicazioni concrete su settori dove concentrare gli sforzi per una pace durevole. Le parole dei partecipanti hanno ribadito che il futuro della Somalia è intessuto di relazioni internazionali, iniziative associative e politiche pubbliche orientate a creare lavoro, servizi e infrastrutture.



