2 novembre 2026 🌤 12°

Rogo nel magazzino 18 di Trieste: vittime e crollo

Un rogo scoppiato in un magazzino dismesso del Porto Vecchio di Trieste ha causato la morte di un uomo e una donna; vigili del fuoco e forze dell'ordine hanno condotto interventi complessi.

Rogo nel magazzino 18 di Trieste: vittime e crollo

Un incendio è divampato all’interno di un magazzino dismesso del porto vecchio di Trieste, struttura nota per ospitare rifugi di fortuna. All’interno del capannone, trasformato in ricovero informale da persone arrivate lungo la rotta balcanica, sono state trovate due vittime, un uomo e una donna, i cui corpi sono stati recuperati durante le operazioni di spegnimento.

Le prime ricostruzioni indicano che il rogo potrebbe essere nato da un fuoco acceso per riscaldarsi. Le fiamme si sono propagate rapidamente, interessando strutture lignee interne e provocando il crollo di un solaio. Sul posto sono intervenuti il Comando dei vigili del fuoco, la polizia, i carabinieri e il personale sanitario, impegnati nelle attività di soccorso, messa in sicurezza e rilievo.

Le dinamiche dell’incendio e il ritrovamento delle vittime

Secondo quanto emerso dalle operazioni, il rogo sarebbe nato all’interno del magazzino, dove un gruppo di persone aveva acceso un focolare per contrastare il freddo. Il fuoco, alimentato anche dal materiale accumulato negli ambienti e dalla presenza di soppalchi in legno, ha preso rapidamente vigore. Diversi presenti sono riusciti a uscire, ma due persone sono rimaste intrappolate e sono state trovate dai soccorritori al primo piano, con i corpi gravemente carbonizzati.

Durante l’intervento si è verificato il cedimento di un solaio, che ha complicato le operazioni di ricerca e spegnimento. L’entità del danno strutturale ha reso necessario l’impiego di mezzi meccanici per il rimozione dei materiali e la bonifica dei locali, oltre all’uso di autorespiratori da parte delle squadre antincendio per poter operare in sicurezza all’interno dell’edificio.

Elementi raccolti dalle squadre operative

Le squadre dei vigili del fuoco hanno dovuto aprire varchi e utilizzare cesoie per raggiungere i piani superiori. Le operazioni sono state lunghe e complesse: mentre una parte del personale si occupava dello spegnimento, un’altra procedeva con le ispezioni interne, verificando la presenza di eventuali altre persone e cercando possibili fonti di innesco. È stata avviata anche la fase di smassamento del materiale accumulato al piano terra per ridurre rischi di ulteriori focolai.

Interventi delle forze dell’ordine e accertamenti in corso

Oltre ai vigili del fuoco, sul luogo sono arrivati agenti di polizia e carabinieri, nonché personale della polizia scientifica per i rilievi. La competenza investigativa è stata assunta dagli organi territorialmente competenti, che hanno avviato un fascicolo per accertare dinamica e responsabilità. Le salme sono state trasferite al servizio di medicina legale per gli accertamenti indicati dalle procedure.

Le autorità hanno inoltre effettuato una parziale messa in sicurezza della struttura, che era già stata oggetto di divieto d’accesso in passato. Sono in corso verifiche sull’identità delle vittime e sulle circostanze precise dell’incendio: tra gli elementi esaminati dai tecnici vi sono le modalità di innesco del fuoco e il ruolo delle condizioni ambientali nel propagarsi delle fiamme.

Contesto dell’edificio e presenza di migranti

Il magazzino al centro della tragedia è uno degli edifici dismessi del Porto Vecchio dove, fuori dai circuiti di accoglienza istituzionali, trovano riparo persone in transito dalla rotta balcanica. La situazione di degrado e l’accumulo di materiali hanno aumentato il rischio in caso di incendio: il rischio di propagazione era amplificato dalla presenza di soppalchi in legno e da oggetti infiammabili depositati all’interno.

Le operazioni di soccorso e i rilievi si sono protratte per molte ore: le attività di spegnimento, bonifica e rilievo tecnico-scientifico sono state svolte in sinergia dalle diverse componenti operative per garantire la sicurezza dell’area e raccogliere elementi utili all’inchiesta.

La comunità cittadina e le istituzioni locali sono attente all’evolversi degli accertamenti. Le autorità competenti continueranno a lavorare per chiarire ogni aspetto della dinamica del rogo e per procedere con gli adempimenti necessari in vista degli esami sui corpi e delle verifiche strutturali dell’edificio.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app