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Giovani e futuro professionale in Friuli Venezia Giulia: sintesi del dibattito alla Camera di commercio

Il 28 maggio 2026 a Trieste la Camera di commercio Venezia Giulia e lo Studium Fidei hanno riunito istituzioni, imprese e mondo culturale per discutere di occupazione giovanile, formazione e intelligenza artificiale in Friuli Venezia Giulia. Tra i temi emersi: la fuga dei laureati, il disallineamento delle competenze e l'importanza di un'educazione etica alle nuove tecnologie.

Giovani e futuro professionale in Friuli Venezia Giulia: sintesi del dibattito alla Camera di commercio

Il 28 maggio 2026 nella Sala Maggiore della Camera di commercio Venezia Giulia a Trieste si è svolto l’incontro “Giovani, formazione e aspettative lavorative in friuli venezia Giulia”, organizzato dall’ente camerale insieme allo Studium Fidei. Il confronto ha visto seduti allo stesso tavolo rappresentanti istituzionali, rappresentanti del mondo produttivo e realtà culturali per analizzare le trasformazioni che incidono su scuola, lavoro e società.

Le ragioni della mobilità e il quadro statistico

Durante gli interventi è stato presentato un quadro numerico dettagliato sulla mobilità dei laureati: tra il 2013 e il 2026 ben 7.433 laureati hanno lasciato il Friuli Venezia Giulia per l’estero, mentre 3.680 ne sono arrivati dall’estero; nello stesso periodo 15.031 laureati si sono trasferiti in altre regioni italiane e 18.022 sono giunti in Fvg da altre regioni, con un saldo complessivo di -762. Questi dati sono stati utilizzati per evidenziare come la mobilità sia legata a fattori quali precarietà occupazionale, bassi salari e carenze nei servizi.

Cause principali emerse

L’assessora regionale Alessia Rosolen ha sintetizzato le tre cause principali della partenza dei giovani: precarietà, retribuzioni insufficienti e mancanza di percorsi meritocratici e di carriera. Secondo Rosolen, molte volte i giovani ricoprono all’estero ruoli che potrebbero essere disponibili anche sul territorio, se fossero offerte condizioni più stabili e opportunità di crescita.

Formazione, ITS e collegamento con le imprese

Un punto di forza indicato nel dibattito è stato il sistema degli ITS Academy regionali. L’assessora ha definito gli ITS una «grande opportunità», sottolineando che in Fvg dopo due anni di formazione ITS il 98% degli studenti che svolge uno stage in azienda viene assunto da quella stessa impresa. Questo dato è stato proposto come esempio di come la formazione tecnico-professionale possa ridurre il divario tra competenze offerte e richieste dal sistema produttivo.

Orientamento e azioni territoriali

Il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti, ha puntato l’attenzione sull’importanza di un orientamento capillare e di iniziative che mettano in contatto diretto studenti e imprese. Ha ricordato manifestazioni quali il Festival delle Professioni e il Festival del Cambiamento, concepite per mostrare ai giovani percorsi concreti e strumenti pratici per l’ingresso nel mondo del lavoro.

Etica e intelligenza artificiale: oltre la tecnica

Accanto alle criticità occupazionali, il dibattito ha affrontato la questione dell’etica nell’uso delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale. Monsignor Ettore Malnati ha richiamato la necessità di «dare un’anima» agli strumenti digitali: non si tratta solo di padroneggiare algoritmi, ma di orientare il loro impiego secondo valori umani e responsabilità collettive.

La Carta di Trieste e i riferimenti etici

Nel corso dell’intervento è stata richiamata la Carta di Trieste, promossa nel 2026, come punto di riferimento per le linee guida etiche sull’uso dell’intelligenza artificiale. Il messaggio centrale è stato che l’algoritmo non è neutrale: serve una bussola etica per indirizzare scelte progettuali e pratiche applicative, così da mettere le persone al centro delle innovazioni.

Proposte e indicazioni operative

I partecipanti hanno condiviso la necessità di costruire percorsi che favoriscano la permanenza dei giovani nel territorio, proponendo misure che vanno dall’incremento degli incentivi per il rientro, fino al sostegno alle imprese che assumono competenze nuove. Rosolen ha ricordato che la Regione eroga già incentivi per chi torna in Fvg e per le aziende che assumono giovani, ma ha sottolineato la necessità di un lavoro continuo su salari, servizi e qualità del lavoro.

Coinvolgere i giovani nelle scelte

Un filo rosso del confronto è stato il principio di coinvolgere i giovani nelle politiche che li riguardano: per Paoletti è fondamentale parlare «con» i ragazzi, non solo «ai» ragazzi, creando luoghi di ascolto e percorsi di orientamento che consentano scelte professionali informate. L’obiettivo comune è rendere il territorio più attrattivo per i talenti, evitando che la mobilità sia solo una fuga obbligata.

Moderato dal giornalista Francesco De Filippo, l’incontro ha offerto una fotografia ampia delle sfide che il Friuli Venezia Giulia deve affrontare per trattenere e valorizzare i giovani: dalla formazione tecnica alla responsabilità etica nell’innovazione digitale, passando per politiche del lavoro capaci di garantire stabilità e opportunità di crescita professionale.

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