Nel mese di settembre 2026 i Uffici statistica comunali hanno pubblicato i dati definitivi dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera popolazione residente a Trieste e Udine. I risultati mostrano un lieve rialzo mensile a entrambe le realtà, mentre l’incremento su base annua si attesta al 4,3% in entrambe le città, segno di una pressione inflazionistica che si sta consolidando nella regione.
Questi numeri, seppur apparentemente modesti, hanno un impatto concreto sul bilancio familiare, perché riflettono variazioni nei settori più sensibili al portafoglio dei cittadini: abitazione, energia, trasporti e alimentazione. A seguire, un’analisi dettagliata delle variazioni per ciascuna metropoli, con focus sui gruppi di spesa che hanno registrato i maggiori aumenti e su quelli che, invece, hanno mostrato una lieve contrazione.
Andamento dell’indice a Trieste a settembre 2026
Nel capoluogo friuliano, l’indice ha registrato un +0,4% rispetto al mese di agosto, mentre su base annuale la crescita si aggira al 4,3%. Questi dati indicano una dinamica di inflazione contenuta ma in crescita costante, alimentata principalmente da settori legati al consumo energetico e alla mobilità.
Variazioni mensili per categoria
Tra agosto e settembre, le spese per abitazione, acqua, elettricità e altri combustibili sono aumentate del +2,6%, mentre i trasporti hanno registrato un +0,7% e le informazione e comunicazione un +0,6%. Al contrario, i servizi di istruzione hanno subito un calo dell’1% e la voce ricreazione, spettacoli e cultura è diminuita dello 0,7%.
Andamento su base annua
Nel periodo di dodici mesi, l’aumento più significativo riguarda la voce abitazione, acqua, elettricità e altri combustibili che è cresciuta del +12,6%. Seguono i trasporti (+9,5%) e i servizi di ristoranti e di alloggio (+5%). I prodotti alimentari e bevande analcoliche hanno registrato un incremento più contenuto, pari al +2,2%, mentre i abbigliamento e calzature sono scesi dello 0,6%.
Andamento dell’indice a Udine a settembre 2026
Nel capoluogo provinciale, l’indice ha segnato un +1% rispetto al mese precedente, confermando una tendenza all’insorgere di pressioni sui prezzi. Anche qui la crescita su base annua è pari al 4,3%, identica a quella di Trieste, ma le composizioni delle variazioni mensili presentano delle differenze interessanti.
Movimenti mensili dei prezzi
Le categorie con i maggiori incrementi a livello mensile sono abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (+2,4%), seguiti da trasporti (+0,8%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,8%) e abbigliamento e calzature (+0,8%). Al contrario, i servizi di ristoranti e di alloggio hanno subito una contrazione del -3,5% e la voce ricreazione, sport e cultura è diminuita dell’1,1%.
Trend annuali
Guardando al periodo di dodici mesi, il segmento abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili è il più incisivo, con un +13,5% rispetto all’anno precedente. I trasporti hanno guadagnato un +10% e i servizi di ristoranti e di alloggio sono cresciuti del +3,2%. L’unica categoria in calo su base annua è rappresentata dai servizi di istruzione che hanno diminuito dello 0,4%.
Mentre a Trieste i prezzi dei beni alimentari hanno registrato un leggero aumento, a Udine la pressione è più marcata sui trasporti, suggerendo che le dinamiche di inflazione possano variare anche tra città vicine a seconda delle strutture di consumo locali.



