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Tar contro il progetto Porto Vecchio: proteste e minacce a Trieste

Il sindaco di Trieste minaccia le associazioni ambientaliste dopo il loro ricorso al TAR sul progetto Porto Vecchio.

Tar contro il progetto Porto Vecchio: proteste e minacce a Trieste

Il futuro di Porto Vecchio l’area di riqualificazione portuale di Trieste, è tornato al centro della polemica cittadina. Il project financing promosso da Costim, Elmet e Impresa Percassi prevede la trasformazione del vecchio porto in un complesso multifunzionale, ma la Regione ha deliberato di escludere la valutazione di impatto ambientale (VIA) dal procedimento autorizzativo.

Questa scelta ha indotto le principali organizzazioni ecologiche, Legambiente e WWF, a intraprendere un’azione legale presso il TAR, sostenendo che la decisione viola la normativa nazionale e mette a rischio l’ambiente locale. Per finanziare la causa, le associazioni hanno lanciato una campagna di crowdfunding che verrà ufficializzata in una conferenza stampa del Comitato Porto Chiaro, prevista per il 21 settembre in Largo Santos.

Le accuse delle associazioni contro la procedura regionale

Gli esperti del Comitato Porto Chiaro hanno evidenziato diverse irregolarità. Primo, denunciano una divisione arbitraria delle fasi progettuali, che ha impedito una valutazione globale dell’intervento. Secondo, sottolineano l’assenza di studi relativi alla bonifica dei terreni, allo stato idrogeologico e alla vulnerabilità sismica del sito. Inoltre, le associazioni rimproverano la carenza di un’analisi dell’inquinamento atmosferico generato dal traffico aggiuntivo, nonché il mancato coinvolgimento della Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

Secondo la commissione tecnica regionale, la VIA non sarebbe necessaria, ma le osservazioni dettagliate presentate dal pubblico interessato sono state respinte senza approfondimento, secondo quanto riportato dalle parti ricorrenti.

La risposta del sindaco Roberto Dipiazza

Il sindaco Roberto Dipiazza ha reagito con toni accesi, definendo le associazioni “politicanti di m…a” in un post pubblicato su Facebook. In un’intervista telefonica a Telequattro, ha aggiunto: “Spero che possano morire”. Tali affermazioni hanno suscitato un’ondata di condanne da parte di diversi esponenti politici, che hanno definito il linguaggio del primo cittadino inaccettabile e poco rappresentativo della pluralità di opinioni cittadine.

Le parole del sindaco hanno alimentato ulteriori pressioni sul Comune, che ora si trova a difendere un progetto già al centro di un acceso dibattito pubblico, mentre l’opposizione cerca di ampliare il consenso attraverso la campagna di raccolta fondi e la comunicazione sui social.

Reazioni politiche e prospettive legali

Il Movimento 5 Stelle tramite il portavoce Enrico Sossi, ha denunciato l’attacco verbale del sindaco, definendolo “grave e inaccettabile”. Il gruppo ha sollecitato la maggioranza di centrodestra a prendere le distanze dalle dichiarazioni, ricordando che il ruolo di un amministratore comunale è quello di rappresentare tutti i cittadini, anche chi non condivide le sue idee.

Nel frattempo, il ricorso al TAR avrà probabilmente una fase istruttoria lunga, durante la quale il giudice amministrativo valuterà la legittimità della decisione regionale di escludere la VIA. Se la corte accoglierà le ragioni delle associazioni, il progetto dovrà sottoporsi a una valutazione completa, con possibili ripercussioni sui tempi di realizzazione e sui costi complessivi.

Altri casi analoghi, come la vicenda del porto crocieristico di Fiumicino hanno mostrato come le decisioni giudiziarie possano invertire le scelte amministrative, spingendo i comuni a presentare ricorsi e a rinnovare il dibattito sul coinvolgimento della cittadinanza nelle grandi opere d’infrastrutto.

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