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Houellebecq a Pordenonelegge: l’Europa non è in trincea, la sinistra perde vigore

Houellebecq a Pordenonelegge: l’autore rassicura l’Italia, denuncia una sinistra francese aggressiva e ricorda la fantascienza degli anni ’70.

Houellebecq a Pordenonelegge: l’Europa non è in trincea, la sinistra perde vigore

Il 20 settembre, nella giornata finale del festival del libro e della libertà di Pordenone, Michel Houellebecq ha presentato la raccolta poetica “Tutte le poesie” pubblicata da La Nave di Teseo. L’evento, inserito nella 27ª edizione di Pordenonelegge ha riunito giornalisti, lettori e addetti ai lavori, offrendo all’autore l’occasione di rispondere a una serie di domande su politica, letteratura e cultura contemporanea.

Italia pronta a rassicurare l’Europa, nessun timore di fascismo

Quando gli è stato chiesto se l’Italia stesse volgendo al fascismo, Houellebecq ha reagito con decisione: “Non ho la sensazione che sia andata o stia andando verso il fascismo. L’Italia è pronta a rassicurare il resto dell’Europa”. Le parole, pronunciate da uno scrittore 70enne hanno suscitato un contrasto tra le preoccupazioni sul rialzo delle destre in Germania – simboleggiate dall’AfD – e la percezione di un’Italia più stabile rispetto ai timori atomizzanti.

La sinistra francese definita “super cattiva”

Passando al contesto nazionale, l’autore ha osservato che la Francia non è un caso isolato nella sua evoluzione politica: “Non possiamo dire che la Francia sia un caso molto particolare in Europa; la situazione si sta generalizzando in vari paesi“. Ha poi aggiunto che la conseguenza più evidente è una sinistra che ha perso il suo tradizionale ruolo di garante culturale: “La sinistra è diventata super cattiva“.

Dal dominio tollerante al controllo più rigido

Houellebecq ha ricordato i tempi in cui la sinistra, forte di un dominio intellettuale, poteva “permettersi di fare il bello e cattivo tempo, di essere tollerante”. Ora, secondo l’autore, quell’ubiquità è diminuita, portando a una maggiore sorveglianza delle attività culturali e a una postura più aggressiva verso chi non condivide il nuovo paradigma. Il ricordo personale dello scrittore offre uno spaccato di come il clima culturale sia cambiato in Francia negli ultimi decenni.

Fantascienza degli anni ’70, intelligenza artificiale e il mito del profeta

Interrogato sul ruolo di profeta attribuitogli per alcuni romanzi, Houellebecq ha rifiutato l’etichetta: “Non mi ritengo un profeta, i profeti sono un po’ sopravvalutati“. Ha poi divertito l’audience parlando della sua passione giovanile per la fantascienza degli anni ’70 una corrente che, a suo avviso, sta vedendo le proprie previsioni realizzarsi – soprattutto con l’avvento dell’intelligenza artificiale. “Viviamo un’epoca in cui alcuni elementi della fantascienza degli anni ’70 cominciano a concretizzarsi“, ha sottolineato l’autore, aggiungendo che, se fosse stato un curatore, potrebbe ben gestire una collana di classici del genere.

Riferimenti a “Sottomissione” e alle progessioni politiche recenti

Il dibattito si è spostato su Sottomissione il romanzo in cui Houellebecq immaginava una vittoria della Fratellanza Musulmana alle elezioni presidenziali francesi, grazie a un’alleanza con forze repubblicane e al superamento del Front National. Se oggi si dovesse riscrivere il libro, l’autore crede che le probabilità di realizzare quella visione siano minori, ma riconosce che alcuni aspetti – come le tensioni nell’ambito universitario francese – si sono rivelati sorprendentemente profetici. Il ricordo di proteste contro l’arrivo di un ricercatore israeliano, citato nell’opera, è diventato una realtà più diffusa nei campus universitari.

Le parole dette nella chiusura di Pordenonelegge offrono un quadro complesso: un’Europa in evoluzione, una sinistra in crisi e una narrativa che si nutre della stessa capacità della fantascienza di immaginare il futuro.

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