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Convegno a Udine sulla moria del kiwi: strategie e soluzioni sostenibili

Un centinaio di studiosi si riuniranno all'Università di Udine per discutere delle strategie di contenimento della moria del kiwi, una delle emergenze più gravi della frutticoltura italiana.

Convegno a Udine sulla moria del kiwi: strategie e soluzioni sostenibili

Il convegno nazionale sulla moria del kiwi si terrà martedì 15 settembre all’Università di Udine nell’auditorium della Biblioteca scientifica (via Fausto Schiavi 44). L’evento, intitolato La moria del kiwi: dall’emergenza alla gestione sostenibile riunirà un centinaio di studiosi per affrontare una delle emergenze più gravi della frutticoltura italiana.

La moria del kiwi: un fenomeno devastante

La moria del kiwi nota anche come Kiwifruit vine decline syndrome (Kvds) è una malattia che colpisce le radici delle piante, impedendo loro di assorbire acqua e nutrienti. Questo porta a un collasso dell’apparato radicale e alla morte della pianta nel giro di due anni. Il fenomeno, segnalato per la prima volta in Veneto nel 2012 e in friuli venezia Giulia nel 2015 ha causato la perdita di circa il 25% delle superfici coltivate a kiwi in Italia, con danni stimati tra gli 85 e i 131 milioni di euro l’anno.

Il progetto nazionale Sos Kiwi

Per comprendere le cause e trovare soluzioni, è in corso il progetto nazionale Sos Kiwi coordinato dall’Università di Udine insieme ad altri quattro partner: le università di TorinoNapoli Federico IIMediterranea di Reggio Calabria e la Fondazione Agrion. Il progetto, finanziato con 800mila euro dal Progetto Ager – Agroalimentare e ricerca promosso da 18 Fondazioni di origine bancaria tra cui la Fondazione Friuli è pluriennale e mira a sviluppare strategie di diagnosi, prevenzione e controllo biologico.

Il ruolo dell’Università di Udine

L’Università di Udine opera con un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali. Il team di studiosi si occupa di selezionare specie di actinidia resistenti o tolleranti alla moria su cui innestare le varietà commerciali. Inoltre, sviluppa strategie di diagnosi per i patogeni coinvolti e strategie di prevenzione e controllo biologico.

Il programma del convegno

I lavori del convegno si articolano in cinque sessioni. La prima è dedicata allo stato dell’arte sulla moria in Italia. Interverranno Gianni Tacconi del Crea e Giacomo Falcone dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria moderati da Paolo Ermacora dell’Università di Udine e Davide Spadaro dell’Università di Torino.

La seconda sessione è centrata sull’eziologia cioè sulle conoscenze delle cause della moria. Ne parleranno Davide SpadaroDavide Tommasini dell’Università di UdineSaveria Mosca dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e Giorgio Mariano Balestra dell’Università della Tuscia. I moderatori saranno Marta Martini dell’Università di Udine e Leonardo Schena dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

La terza parte dell’incontro riguarderà la microbiologia del suolo come risorsa per la gestione della moria. Coordinati da Valeria Ventorino dell’Università di Napoli Federico II e Alessandra Salvioli Di Fossalunga dell’Università di Torino interverranno Valeria Ventorino e Chiara Bernardini dell’Università di Udine.

La quarta sessione sarà dedicata all’agronomia e alle risorse genetiche per la gestione della moria. Moderata da Guido Cipriani dell’Università di Udine e Michela Schiavon dell’Università di Padova vedrà gli interventi di Elena Negro della Fondazione AgrionBartolomeo Dichio dell’Università della BasilicataGloria De Mori dell’Università di Udine e Simone Saro dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia – Ersa.

La sessione conclusiva sarà introdotta dall’intervento di Elisabetta Talevi-Paletto dell’Università di Torino seguito da una tavola rotonda sulla condivisione delle conoscenze e delle soluzioni. Parteciperanno Raffaele Testolin e Paolo Ermacora dell’Università di UdineIrene Donati di ZespriMirco Stefanati di Kikokà e Paolo Tonello direttore del Servizio fitosanitario della Regione Friuli Venezia Giulia. Coordinerà Riccardo Loberti del Progetto Agroalimentare e ricerca – Ager.

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