Un cittadino albanese di 42 anni, ricercato per una serie di furti commessi tra il e il, è stato arrestato il 12 agosto 2026 all’aeroporto di Roma Fiumicino. L’uomo, estradato dall’Albania, aveva utilizzato sette identità false per sfuggire alla giustizia italiana. La sua latitanza è terminata dopo quattro anni, grazie all’ottimo lavoro delle forze dell’ordine italiane e albanesi.
La latitanza e la cattura
La latitanza di D.M.A, questo il nome del 42enne, è iniziata nel 2026, quando la Procura della Repubblica di Pordenone ha emesso un’ordinanza di cumulo pene. L’uomo, però, era già irreperibile. La Squadra Catturandi del Reparto operativo di Pordenone ha localizzato il latitante tra le montagne orientali dell’Albania, al confine con la Macedonia del Nord. Grazie alla cooperazione internazionale, l’11 le autorità albanesi lo hanno fermato nel porto di Durazzo.
L’estradizione e l’arresto
Dopo un lungo iter burocratico, l’uomo è stato estradato e scortato dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Al suo arrivo a Roma Fiumicino, gli agenti della Polaria lo hanno arrestato. Ora dovrà scontare una pena di 5 anni, 9 mesi e 5 giorni di reclusione, oltre a una multa di 1.640 euro.
I furti e le identità false
Il 42enne è stato ritenuto responsabile di sei furti in abitazioni e camere d’albergo a Lignano Sabbiadoro (Udine) e Caorle (Venezia), oltre a un furto a Roma nel settembre. Per eludere i controlli, l’uomo ha utilizzato almeno sette alias diversi, durante un controllo a Caorle, è stato trovato in possesso di una carta d’identità rumena contraffatta.
Il lavoro investigativo
Le indagini dei carabinieri della Squadra Catturandi del Reparto operativo di Pordenone sono state determinanti per la cattura del latitante. Gli investigatori hanno ricostruito gli spostamenti dell’uomo e collaborato con le autorità albanesi per ottenere l’estradizione. Ora, dopo quattro anni di latitanza, il 42enne sconterà la sua pena nel carcere di Viterbo.



