La Giunta della Regione friuli venezia Giulia ha illustrato un progetto che prende in considerazione l’utilizzo di aree ex militari dismesse come sito per una rete di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile, con particolare attenzione al fotovoltaico. L’iniziativa, presentata dagli assessori al Patrimonio e alla Difesa dell’ambiente è pensata per valorizzare spazi già dotati di infrastrutture elettriche e recinzioni, riducendo il ricorso al consumo di suolo agricolo.
La Direzione centrale Patrimonio, demanio è incaricata di promuovere una prima fase di ascolto del mercato tramite un avviso di manifestazione d’interesse una ricognizione preliminare ha individuato beni ubicati in dieci Comuni con la possibilità di estendere l’indagine fino a dodici. Successivamente saranno coinvolti i singoli enti locali proprietari per definire eventuali accordi di programma.
Presentazione del progetto in Giunta e struttura dell’iter
La comunicazione portata in Giunta dagli assessori Sebastiano Callari (Patrimonio, demanio) e Fabio Scoccimarro (Difesa dell’ambiente, energia) autorizza l’Amministrazione regionale a esplorare l’utilizzo delle ex aree militari trasferite in proprietà ai Comuni. L’idea è di sfruttare aree già infrastrutturate spesso dotate di cabine di media tensione, per facilitare l’installazione di impianti fotovoltaici e migliorare la sicurezza energetica locale.
Ricognizione e coinvolgimento dei Comuni
La fase iniziale prevede una ricerca e un contatto con gli enti locali: la Direzione centrale proporrà un avviso per raccogliere manifestazioni d’interesse e, in caso di esito positivo, verranno stipulati accordi di programma con i Comuni proprietari. La prima ricognizione ha segnalato la presenza di beni in dieci Comuni con potenziale allargamento a dodici e rappresenta il passaggio operativo immediato previsto dalla comunicazione in Giunta.
Reazioni del Pd: ricordo di una proposta presentata cinque anni fa
I rappresentanti del Pd Fvg hanno contestato il tempismo e la portata dell’iniziativa illustrata in Giunta. Cristiano Shaurli già consigliere regionale e segretario del Pd Fvg, ha sintetizzato la posizione di parte dell’opposizione con un monito: «Regione fermi consumo di suolo e sul fotovoltaico faccia da regia». La frase sottolinea la richiesta di un ruolo di coordinamento da parte della Regione per evitare sprechi di territorio.
La responsabile Infrastrutture e pianificazione territoriale, Mariagrazia Santoro insieme al consigliere regionale Massimiliano Pozzo hanno ricordato che una proposta legislativa sul tema era già stata presentata cinque anni fa. Secondo i due esponenti dem quella legge prevedeva incentivi e contributi a fondo perduto per impianti fotovoltaici su ex servitù militari dismesse oltre che su edifici, discariche e cave esauste e su aree industriali.
Santoro e Pozzo sostengono che, se gli strumenti da loro proposti fossero stati utilizzati, sarebbe stato possibile recuperare più aree degradate senza consumare ulteriore suolo e dare risposte più tempestive al caro energia per imprese e privati. La critica si estende all’operato della Giunta e del centrodestra regionale, accusati di scarsa apertura al confronto con l’opposizione e di una pianificazione insufficiente che avrebbe consentito «l’occupazione selvaggia di diversi territori».
Implicazioni sul consumo di suolo e sulla pianificazione
Il dibattito pone al centro la tensione tra due obiettivi: da una parte la necessità di accelerare la transizione energetica e ridurre la dipendenza da fonti non rinnovabili; dall’altra la volontà di contenere il consumo di suolo e tutelare aree agricole e naturali. L’uso di ex aree militari viene proposto come soluzione che concilia questi aspetti, ma la discussione politica mette in luce la necessità di regole chiare e di una regia regionale.
Il passaggio pratico sarà la pubblicazione dell’avviso della Direzione centrale Patrimonio, demanio e il successivo dialogo con i Comuni interessati. Nei documenti ufficiali non sono previste scadenze precise oltre alla comunicazione in Giunta, il che lascia spazio alla fase di ricognizione e negoziazione con gli enti locali proprietari.
Resta centrale la posizione espressa dal Pd: oltre alla richiesta di una regia regionale sul fotovoltaico, viene ribadita la necessità di evitare nuovo consumo di suolo e di valorizzare le aree degradate già presenti sul territorio del Friuli venezia giulia. L’evoluzione dell’iniziativa sarà determinata dall’esito delle manifestazioni d’interesse e dalla disponibilità dei Comuni a stipulare accordi per la conversione delle ex aree militari in siti per la produzione di energia rinnovabile.



