La città di Trieste accoglie di nuovo la Bora con un progetto che mette insieme arte pubblica partecipazione e richiamo al territorio: BoraMata ritorna nell’undicesima edizione trasformando piazza Unità d’Italia in un vero e proprio giardino di girandole. L’installazione è pensata per sfruttare il vento come elemento visivo e narrativo, offrendo a residenti e visitatori uno spettacolo mutevole che cambia con le folate tipiche del golfo.
Il giardino delle girandole e il valore delle pietre friulane
Al centro dell’allestimento ci sono centinaia di girandole colorate fissate su nuove basi in pietra: si tratta di ciottoli recuperati dai terreni agricoli del Friuli selezionati per la loro storia geologica e culturale. Queste rocce, nate tra le montagne e trasportate in pianura nel corso dei millenni, hanno da sempre contribuito alla costruzione di case e borghi locali; oggi assumono un significato espressivo, sostenendo simbolicamente le girandole e creando un ponte visivo tra il mare di Trieste e l’entroterra montano.
Memoria storica e ricorrenza del 1976
Il richiamo alle pietre è anche un riferimento alla memoria collettiva: a cinquant’anni dal terremoto del 1976 in Friuli, i basamenti in pietra vengono letti come emblema di continuità e rinascita. Gli organizzatori hanno voluto che la materialità degli elementi usati richiamasse non solo la sostenibilità, ma anche la resilienza storica del territorio, trasformando il materiale locale in parte integrante del linguaggio scenico dell’evento.
Programma collaterale: Borarium di Opicina, mostre e laboratori
Oltre all’allestimento in piazza, BoraMata sviluppa un calendario di iniziative al Borarium di Opicina nuovo spazio legato al progetto del Museo della Bora in via Nazionale 49. Tra gli appuntamenti previsti, la mostra fotografica “Il vento in primo piano” con immagini che interpretano la Bora in chiave estetica, e un laboratorio pratico intitolato “Laboratorio di cose ventose” condotto da Emanuele Bertossi, pensato per coinvolgere adulti e bambini nel costruire oggetti mossi dal vento.
Visite e prenotazioni
La mostra sarà accessibile in fascia oraria pubblicizzata dagli organizzatori e il laboratorio prevede posti limitati con prenotazione via email; queste attività rafforzano il carattere partecipativo dell’evento e permettono a un pubblico più ampio di approfondire il rapporto tra vento, immagine e creatività.
La presenza a Tarvisio e l’approccio alla sostenibilità
BoraMata non si limita a Trieste: l’edizione estiva si sposta anche in montagna con “Tarvisio in the Air”, previsto per il 25 e 26 luglio in collaborazione con il Comune di Tarvisio all’interno della rassegna CamporossoRacconta. Qui le girandole saranno nuovamente montate su basamenti in pietra locale, valorizzando risorse e saperi della zona e inserendo l’evento in un contesto che unisce sport, arte e spettacolo.
Valori e interventi sul territorio
Il tema della sostenibilità è stato esplicitamente dichiarato dagli organizzatori e dalle istituzioni coinvolte: le scelte materiali e la logistica mirano a ridurre l’impatto ambientale e a sottolineare il legame tra i diversi paesaggi del Friuli. L’intervento a Tarvisio è pensato come un dialogo tra mare e montagna che utilizza il vento come linguaggio comune.
Solidarietà, promotori e iniziative per il pubblico
Tra gli elementi concreti dell’evento figura un’asta benefica delle girandole fissata per la mattina di domenica 5 luglio in piazza Unità d’Italia il ricavato sarà devoluto ad ABC Bambini Chirurgici per sostenere le sue attività. Chi parteciperà all’asta riceverà inoltre un coupon per una pallina di gelato offerta da una gelateria locale, un modo semplice per legare solidarietà e convivialità.
Organizzazione e creatività
BoraMata 2026 è promossa e organizzata da IES Trieste Lifestyle e Prandicom con il sostegno della Regione friuli venezia Giulia e del progetto Io Sono FVG. Il Museo della Bora firma l’idea creativa dell’allestimento, conferendo all’evento un’impronta culturale che va oltre la semplice installazione estetica e punta a creare esperienze condivise per cittadini e turisti.
La manifestazione porta in piazza non solo forme e colori, ma anche storie materiali e pratiche collettive: dalle pietre dei campi friulani ai laboratori per bambini, passando per l’asta di beneficenza e le tappe montane, BoraMata si propone come un progetto che intreccia memoriaterritorio e creatività partecipata.



