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Miglioramenti record per la sanità del Friuli Venezia Giulia nel 2026

Il sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia ha registrato miglioramenti significativi nel 2026, con il 63,5% degli indicatori in crescita rispetto all'anno precedente.

Miglioramenti record per la sanità del Friuli Venezia Giulia nel 2026

Il sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia ha compiuto un balzo in avanti significativo nel 2026, come certificato dal report annuale della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Presentato il 22 giugno 2026 a Venezia e illustrato in videoconferenza dall’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi il rapporto evidenzia progressi sostanziali in vari ambiti, frutto di scelte strutturali e investimenti mirati.

Il Laboratorio Management e Sanità (MeS) ha analizzato 20 mila indicatori, rivelando che il 63,5% degli stessi ha registrato un miglioramento rispetto al 2026, contro il 47,4% dell’anno precedente. Il 12,6% è rimasto stabile, mentre il 23,9% ha mostrato un peggioramento, in calo rispetto al 28,6% del 2026. Questi risultati confermano una tendenza positiva che si consolida da tre anni.

Tempi di attesa e qualità clinica in miglioramento

Tra i settori che hanno registrato i progressi più significativi figurano i tempi di attesa per interventi chirurgici e prestazioni ambulatoriali, la qualità clinica e di processo le cure palliative e le coperture vaccinali. In particolare, la percentuale di prestazioni erogate entro i tempi previsti per le priorità B è passata dal 56,7% del 2026 al 65,7% del 2026, mentre per le priorità D il miglioramento è stato ancora più marcato, con un incremento dal 63,2% del 2026 al 73,2% del 2026.

La rete oncologica regionale ha visto una riduzione dei tempi di attesa per numerosi interventi correlati alle patologie neoplastiche, nonostante l’avvio della riforma prevista dal Piano oncologico regionale. Miglioramenti sono stati registrati per tumori del colon, retto, polmone, mammella, prostata, utero, tiroide e melanoma, oltre che per procedure complesse come bypass coronarici, angioplastiche, coronarografie e biopsie percutanee del fegato.

Criticità persistenti e aree di miglioramento

Nonostante i progressi, alcune criticità persistono. L’appropriatezza delle prescrizioni diagnostiche rimane un punto debole, con il Friuli Venezia Giulia in penultima posizione a livello nazionale, davanti solo alla Provincia autonoma di Bolzano con un indice del 30,94%. Anche l’appropriatezza farmaceutica ha registrato un peggioramento, influenzata dalla dispensazione concomitante di dieci farmaci, dal consumo di antibiotici nei reparti ospedalieri e dall’utilizzo di colecalciferolo.

L’abbandono del pronto soccorso resta un fenomeno critico, sebbene in leggero miglioramento: la quota di utenti che rinuncia alle cure dopo averle richieste è scesa dal 5,6% del 2026 al 5,2% del 2026, pari a circa 20 mila persone. Il pronto soccorso di Cattinara continua a registrare il numero più elevato di abbandoni, un dato che risente di abitudini consolidate della popolazione.

Le parole dell’assessore Riccardi

L’assessore Riccardo Riccardi ha sottolineato che i risultati ottenuti non sono frutto del caso, ma di scelte strutturali che hanno richiesto tempo e investimenti. “Le cose non capitano a caso. Se oggi vediamo miglioramenti nei tempi di attesa, nelle coperture vaccinali, nella qualità clinica e nell’emergenza-urgenza, ciò avviene in quanto sono state compiute scelte strutturali che hanno richiesto tempo, investimenti, processi di razionalizzazione e anche la capacità di affrontare dissenso e resistenze. I risultati arrivano dopo anni e oggi sono certificati da una valutazione indipendente”.

Riccardi ha anche richiamato l’attenzione sulle criticità che continuano a richiedere interventi mirati, come l’appropriatezza diagnostica e prescrittiva la riduzione della degenza media negli ospedali e gli accessi impropri ai pronto soccorso. Questi aspetti richiedono un rafforzamento della rete territoriale, della riabilitazione e dell’assistenza post-ospedaliera, oltre a un cambiamento culturale nell’utilizzo dei servizi sanitari.

I dati della Scuola Sant’Anna confermano che il sistema sanitario regionale ha intrapreso una direzione chiara. “Questi risultati dimostrano che il sistema ha una strada e che le scelte programmatiche adottate stanno producendo effetti concreti. Sono indicatori che nascono dal lavoro quotidiano dei professionisti ai quali va la nostra gratitudine e da decisioni strutturali coraggiose che nel tempo stanno dando i loro frutti”.

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