Lo stabilimento Startech di strada al Monte d’oro a Trieste potrebbe finalmente vedere una svolta. Dopo mesi di incertezze e ritardi nei pagamenti degli stipendi, due nuovi potenziali investitori potrebbero portare nuova linfa all’azienda in difficoltà. Antonio Rodà, segretario Uilm per Trieste, ha rivelato i dettagli durante un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico.
La situazione è critica: il contratto di solidarietà è in scadenza a fine giugno, e i lavoratori attendono certezze sul futuro. I sindacati hanno posto condizioni chiare per avallare qualsiasi accordo.
I potenziali investitori e i loro piani
Secondo quanto emerso, due aziende potrebbero entrare nel capitale della Startech. La prima è Multilaneun’azienda con sede a Dubai, di proprietà americano-libanese, specializzata nelle attività di datacenter. Multilane potrebbe investire inizialmente tra 2 e 3 milioni di euro. La seconda è Soletouna società che opera nel settore dei cablaggi per le telecomunicazioni, anche se il suo ingresso sarebbe più lento.
Inoltre, è atteso l’ingresso del fondo statunitense Stellex Capitalauspicato dall’amministrazione regionale, che potrebbe concretizzarsi entro i primi di luglio. Questi investimenti potrebbero rappresentare una boccata d’ossigeno per l’azienda, che ha accumulato ritardi nei pagamenti degli stipendi e necessita di un piano industriale ben definito.
Le condizioni poste dai sindacati
I sindacati, rappresentati da Antonio Rodà, hanno posto condizioni chiare per avallare qualsiasi accordo. “Abbiamo richiesto di aver certezza sull’ingresso dei nuovi soggetti e in particolar modo di Multilane prima di avallare un accordo”, ha dichiarato Rodà. La scadenza del contratto di solidarietà a fine giugno rende urgente la situazione, poiché questo contratto è indispensabile per garantire la stabilità salariale dei lavoratori e accompagnare il piano industriale.
Intanto, sono arrivate assicurazioni dalla società riguardo al pagamento degli stipendi di giugno, un segnale positivo che tuttavia non basta a tranquillizzare completamente i lavoratori. “È ancora troppo presto per dire che il piano industriale è stato rimesso in carreggiata”, ha aggiunto Rodà, esprimendo un giudizio di “forte preoccupazione” da parte dei sindacalisti e dei dipendenti.
Il tavolo al Mimit e i prossimi passi
Il tavolo convocato al Ministero dello Sviluppo Economico è stato rimandato al 7 luglio alle 14. Questo rinvio riflette l’incertezza che ancora avvolge il futuro della Startech. I lavoratori e i sindacati attendono con ansia ulteriori sviluppi, sperando che i nuovi investitori possano finalmente garantire stabilità e prospettive di crescita.
Nel frattempo, la comunità di Trieste segue con attenzione l’evolversi della situazione, consapevole dell’importanza strategica dello stabilimento Startech per l’economia locale. La speranza è che i nuovi investitori possano portare non solo risorse economiche, ma anche un piano industriale solido e condiviso, capace di garantire il futuro dei lavoratori e dell’azienda.



