9 Settembre 2026 ☁ 24°

Sostanza oleosa nel canale di scolo: l’azienda assicura che non ha raggiunto il torrente

Dopo un nuovo sversamento di schiumogeno a Rosandra, la Siot ha rimosso il liquido prima che raggiungesse il torrente Rosandra. Ecco come è andata.

Sostanza oleosa nel canale di scolo: l’azienda assicura che non ha raggiunto il torrente

Un nuovo episodio di inquinamento ha colpito la zona di Rosandra, dove una soluzione schiumogena è fuoriuscita dall’impianto antincendio della Siot. L’evento, segnalato attraverso un video pubblicato sul gruppo social “Le vie del Carso”, ha portato l’azienda a intervenire per rimuovere la sostanza prima che potesse raggiungere il torrente Rosandra.

L’intervento, concluso nella tarda serata del 7 settembre 2026, ha visto l’impiego di tecnici specializzati che hanno appurato trattarsi di un residuo dell’episodio avvenuto due settimane prima il 24 agosto. La sostanza, di colore grigio scuro e dall’aspetto oleoso, nonostante non si tratti di idrocarburi, è stata isolata grazie alle caratteristiche idrauliche del sito che ne hanno rallentato il movimento.

L’intervento di bonifica e le misure adottate

La Siot ha attivato le procedure previste dalle normative e dai protocolli interni per gestire l’emergenza. Squadre di tecnici sono state mobilitate per il recupero del liquido, la rimozione e l’asporto del terreno interessato. Sul posto è stato posizionato un macchinario della Italyeum fornitore della Siot specializzato in servizi ambientali per la rimozione di rifiuti. La rete metallica utilizzata, marchiata Zanutta è simile a quella presente all’interno del parco serbatoi.

L’odore percepito nell’area non è quello degli idrocarburi, ma piuttosto di liquami. Questo dettaglio, insieme all’aspetto della sostanza, ha aiutato a identificare la natura del liquido e a pianificare l’intervento di bonifica. La lentezza del deflusso ha permesso di contenere la contaminazione prima che potesse estendersi ulteriormente.

La cronologia degli eventi e le criticità emerse

Il primo episodio di sversamento risale al 24 agosto 2026, ma la presenza del liquido è stata rilevata solo dopo la pubblicazione del video sui social media. Questo ritardo nella segnalazione ha evidenziato la necessità di un monitoraggio più costante del territorio, soprattutto in presenza di flussi minimi e lenti.

La gestione del rischio in situazioni come questa si sposta su un piano di manutenzione costante e di controllo continuo. La lentezza del movimento del fluido è stata un fattore determinante per la sicurezza ambientale, permettendo di isolare la sostanza prima che potesse raggiungere il torrente Rosandra. Tuttavia, la persistenza di residui a due settimane dal primo sversamento indica una difficoltà nel controllo totale del sito.

La trasparenza dell’azienda è stata messa alla prova dalla visibilità dei video prodotti dai privati, che hanno segnalato la presenza del liquido prima ancora che le squadre tecniche potessero completare l’analisi sul posto. La rimozione del terreno contaminato e la pulizia del canale di scolo rappresentano la fase finale di un’operazione che mira a riportare la serenità nelle zone limitrofe al polo industriale.

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