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Resistenza storica contesta la proposta di tutela per la foiba Plutone

Il gruppo Resistenza storica accusa l’inopportunità del riconoscimento culturale per la foiba Plutone.

Resistenza storica contesta la proposta di tutela per la foiba Plutone

Il Circolo della stampa di Corso Italia a Trieste si appresta a ospitare, il 20 ottobre, una conferenza stampa che farà luce su una controversia storica: la proposta di attribuire all’ abisso Plutone il titolo di bene di interesse culturale. La riunione prevede l’intervento della giornalista Claudia Cernigoi autrice dello studio intitolato “Operazione Plutone”, pubblicato nel 2019 dalla casa editrice KappaVu. Accanto a lei, parteciperà il gruppo di lavoro denominato Resistenza storica pronto a esporre le ragioni che, a loro avviso, rendono inopportuno il riconoscimento richiesto.

Il contesto risale a quell’estate in cui la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia ha avviato il procedimento per classificare la foiba come “di interesse culturale particolarmente importante”. Tale decisione si basa sul valore storico-testimoniale dell’area, legata alle tragiche vicende che hanno coinvolto Trieste e il suo entroterra alla fine della Seconda Guerra mondiale. In particolare, si fa riferimento al ritrovamento di 21 salme italiane di infoibati, per lo più appartenenti a forze dell’ordine o civili perseguitati per motivi politici, provenienti dalle Carceri dei Gesuiti e prelevate dalle truppe jugoslave tra il 23 e il 24 maggio 1945.

La proposta di riconoscimento della foiba Plutone

Secondo la Soprintendenza la foiba, identificata come numero 59 nel catasto speleologico regionale e situata a nord di Basovizza, lungo la statale 19, possiede un valore storico che giustifica la tutela culturale. L’ente sottolinea che i resti ritrovati rappresentano una testimonianza diretta delle violenze post-belliche nella zona, un elemento imprescindibile per la memoria collettiva della regione friulana e per gli studi sul periodo di transizione tra il regime fascista e l’occupazione jugoslava. La classificazione, quindi, dovrebbe favorire interventi di conservazione e valorizzazione, oltre a garantire una maggiore visibilità al tragico evento del maggio 1945.

Motivi addotti dalla Soprintendenza

Nel documento presentato dalla soprintendenza, si evidenzia che l’intervento è volto a “preservare un patrimonio che racconta le peculiari vicende di Trieste e del suo entroterra nel secondo dopoguerra”. La proposta include la predisposizione di segnaletica informativa, la possibilità di inserire il sito in percorsi turistici culturali e la ricerca di fondi per il restauro e la conservazione dei resti umani. La Soprintendenza considera inoltre che l’interesse culturale del luogo possa favorire la riconciliazione storica tra le diverse comunità coinvolte, attraverso la didattica e la divulgazione.

Le contestazioni del gruppo Resistenza storica

Il gruppo Resistenza storica ha messo in dubbio la procedura avviata dalla soprintendenza, evidenziando che la classificazione rischia di trasformare un luogo di dolorosa memoria in un’attrazione turistica. Secondo il loro punto di vista, il riconoscimento di “interesse culturale” è prematuro finché non vengano compiuti approfonditi studi archeologici e biografici sui 21 individui sepolti. Il gruppo sottolinea inoltre la necessità di consultare le famiglie dei defunti e le associazioni dei veterani prima di decidere una tutela che potrebbe comunque limitare il rispetto dovuto ai caduti.

Nel documento firmato da Alessandra Kersevan la Resistenza storica richiama l’attenzione su possibili effetti collaterali, come la commercializzazione del tragico episodio e la possibilità di strumentalizzazioni politiche. Gli esperti del gruppo considerano inoltre che la classificazione possa influenzare indebitamente le indagini giudiziarie ancora in corso su responsabilità e complicità dei crimini di violenza di quegli anni. Per queste ragioni, la Resistenza storica intende utilizzare la conferenza stampa del 20 ottobre per esporre i propri argomenti e proporre un iter più cauto e partecipativo.

La conferenza stampa del 20 ottobre al Circolo della stampa

La riunione, fissata per il 20 ottobre, rappresenta l’occasione in cui verrà letta la relazione storica redatta da Claudia Cernigoi, intitolata “Operazione Plutone”. Durante la conferenza stampa, il gruppo Resistenza storica presenterà documenti giudiziari e storici relativi all’eccidio di maggio 1945 avvenuto nei pressi della foiba, evidenziando le incongruenze tra le fonti ufficiali e le testimonianze raccolte sul campo. La presentazione è rivolta alla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia con l’obiettivo di influenzare la decisione finale sulla tutela del sito.

Il dibattito, quindi, non si limita a una questione amministrativa, ma coinvolge direttamente la percezione collettiva di un capitolo ancora doloroso della storia italiana. Il risultato della conferenza del 20 ottobre potrebbe determinare la direzione futura della tutela della foiba, sia dal punto di vista conservativo che commemorativo.

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