18 Settembre 2026 ☁ 20°

Pd a sostegno della sindaca di Sgonico per la chiusura centro estivo

Il Pd respinge gli attacchi personali e lotta per la riapertura del centro vacanze di Sales

Pd a sostegno della sindaca di Sgonico per la chiusura centro estivo

Il centro vacanze “Beatrice, la gallina felice”, situato nella frazione di Sales (Sgonico), è stato chiuso dal Comune a seguito di un’ordinanza che ne contesta la regolarità edilizia. La decisione ha colpito centinaia di famiglie e ha innescato una serie di reazioni a livello politico e giudiziario.

Il Partito Democratico interviene a difesa della sindaca Monica Hrovatin

Il Partito Democratico di Trieste e la sua componente slovena hanno rilasciato una nota di sostegno a sindaca Monica Hrovatin al Comune di Sgonico e al personale dipendente. Nella dichiarazione si sottolinea che le decisioni amministrative possono essere oggetto di dibattito pubblico ma che il confronto deve basarsi su fatti verificabili e sul rispetto delle istituzioni. Maria Luisa Paglia, segretaria provinciale, ha affermato che la critica a un provvedimento è legittima, mentre gli attacchi personali o contro la minoranza slovena sono inaccettabili. Alenka Vazzi, coordinatrice della componente slovena, ha ricordato il valore della convivenza tra le comunità e la necessità di preservare un dialogo pubblico responsabile anche in presenza di divergenze.

Le ragioni dell’ordinanza comunale e le pressioni successive

Il 3 settembre il Comune di Sgonico ha emanato un’ordinanza che imponeva la sospensione immediata dei lavori in corso e dell’attività del centro, a seguito di un sopralluogo effettuato il 18 giugno. Le autorità comunali hanno segnalato l’assenza di schede di conformità per le installazioni, la mancanza di autorizzazioni paesaggistiche per elementi ritenuti non temporanei e la collocazione di alcuni manufatti in una zona agricola destinata esclusivamente a imprese agricole. Tali irregolarità, secondo l’amministrazione, giustificano la chiusura preventiva per evitare potenziali abusi edilizi.

Intervento della Guardia forestale il 17 settembre 2026

La mattina del 17 settembre 2026 il personale della Guardia forestale di Duino Aurisina è tornato nella struttura, ma, contrariamente a quanto anticipato dalla titolare Giulia Battellini, non ha posto sotto sequestro gli arredi né le opere contestate. La squadra ha semplicemente proceduto all’elezione del domicilio, probabilmente perché l’attività era già sospesa in base all’ordinanza comunale. Un sopralluogo precedente, disposto dal pubblico ministero Federico Frezza, aveva già verificato la situazione senza rilevare aspetti di pericolo imminente.

Le azioni legali per una riapertura temporanea

Gli avvocati Emanuele Sergo e Ida Castaldo difensori di Giulia Battellini, hanno richiesto al Comune un accordo che consenta al centro di operare fino alla fine di ottobre, in modo da completare il programma estivo già avviato. Il 14 settembre gli avvocati, accompagnati da un consulente tecnico, hanno effettuato un nuovo sopralluogo con l’ordinanza comunale in mano, sostenendo che la sospensione a distanza di più di due mesi dal sopralluogo originario non dimostra alcuna urgenza o pericolo. Per loro, una proroga fino al 1 novembre permetterebbe di tutelare i dipendenti, i fornitori e, soprattutto, le circa quaranta famiglie che avevano già versato la quota per l’estate.

Il centro ospita inoltre più di cento animali – cavalli, asini, polli, conigli, un maiale, cani e tartarughe – la cui cura richiede risorse continue. Per coprire le spese legali e garantire il benessere degli animali, Simona Pilotti, amica della titolare, ha avviato una campagna di raccolta fondi su GoFundMe. L’obiettivo è raccogliere le risorse necessarie per affrontare le controversie burocratiche e per sostenere il personale durante il periodo di chiusura forzata.

Il Comune, dal canto suo, resta fermo sulla necessità di regolarizzare le installazioni: per i manufatti considerati permanenti non è stata presentata alcuna autorizzazione paesaggistica, mentre per quelli temporanei mancano le schede di conformità. Le autorità intendono, quindi, verificare la conformità alle norme urbanistiche prima di concedere qualsiasi riapertura definitiva.

Nel frattempo, la comunità locale osserva con apprensione l’evolversi della vicenda. La chiusura del centro ha lasciato senza una soluzione decennale più di quaranta famiglie, i cui bambini avrebbero dovuto trascorrere le giornate estive immersi nella natura e nella compagnia degli animali. La speranza è che un dialogo costruttivo tra Comune, proprietaria e partiti politici possa portare a un compromesso che rispetti sia le norme urbanistiche sia il valore sociale del centro.

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