In una tranquilla serata di giugno, la piccola comunità di San Stino di Livenza è stata scossa da un evento drammatico che ha lasciato tutti senza parole. Un ragazzo di soli 17 anniche fra due mesi compirà la maggiore età, ha confessato di aver ucciso la zia a coltellate e di aver gettato il suo corpo nel canale Malgherun corso d’acqua che scorre vicino alla sua abitazione.
La confessione e le indagini
Il giovane, originario di San Stino di Livenza, è stato interrogato dai carabinieri della Compagnia di Portogruaro e, messo alle strette dal magistrato Carmelo Barbaro della Procura di Pordenoneha confessato il suo crimine. Il pubblico ministero ha poi trasmesso il caso alla Procura dei minori di Trieste.
Le indagini sono partite quando la zia, una professoressa di 53 anniè scomparsa il 11 giugno. Le ricerche si sono intensificate quando i sospetti si sono concentrati sul nipote. Durante l’interrogatorio, il ragazzo ha ammesso di aver utilizzato un coltello per commettere l’omicidio e di aver gettato il corpo nel canale.
Le ricerche del corpo
Le operazioni di ricerca del cadavere sono iniziate immediatamente, ma nonostante gli sforzi dei vigili del fuoco e dei sommozzatori del reparto specializzato di Veneziail corpo della donna non è ancora stato ritrovato. Le ricerche, sospese durante la notte, sono riprese all’alba del 14 giugno e continuano nei pressi di una chiusa tra via Canaletta e via Verdi.
Il movente dell’omicidio
Secondo quanto emerso durante l’interrogatorio, il movente dell’omicidio sarebbe legato a gravi dissidi familiari. In particolare, una sgridata avrebbe fatto precipitare la situazione, portando il giovane a compiere un gesto così estremo. Il medico legale Antonello Cirnelli è intervenuto sul posto per i rilievi del caso, mentre l’abitazione del giovane è stata posta sotto sequestro.
Questo caso ha scosso profondamente la comunità di San Stino di Livenza, lasciando tutti con molte domande e pochi risposte. Le indagini continuano per fare luce su ogni dettaglio di questa tragica vicenda.


