Il 11 giugno 2026 – ore 17:30 è stata protocollata una lettera d’intenti finalizzata all’acquisizione di Pallacanestro Trieste 2004 S.r.l.inviata a Cotogna Sports Group Italia S.r.l. e al presidente Paul Matiasic. La proposta, promossa da un gruppo di investitori con rappresentanza formale affidata a Gianluca Mauroribadisce l’interesse a rilevare il club biancorosso e prevede che il corrispettivo rimanga per il momento riservatocon la quantificazione definitiva subordinata all’esito della due diligence.
Organizzazione della due diligence e figure coinvolte
Il processo di verifica sarà svolto in tempi rapidi e supportato da consulenze specifiche: per gli aspetti legali interverrà l’avvocato Maurizio Miculanmentre i controlli contabili saranno affidati a Usoni & Partnersrappresentata dal dottor Gianattilio Usoni e dal dottor Nicola Tosolini. La nota degli investitori sottolinea che la definizione del prezzo dipenderà esclusivamente dagli esiti di queste verifiche tecniche, confermando la necessità di un percorso celere per essere compatibile con gli adempimenti richiesti per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie A. In questo passaggio la parola chiave è celeritàsenza tempi contenuti, infatti, il quadro sportivo e amministrativo rischia di complicarsi.
Garanzie e condizioni della proposta
Nel documento viene espressa la speranza di una «pronta disponibilità alla trattativa» da parte della proprietà attuale, con l’obiettivo di trovare una soluzione condivisa che tuteli la continuità sportiva della squadra e gli interessi della città di Trieste. L’offerta non entra nei dettagli economici pubblici, ma mette in chiaro che ogni passaggio sarà scandito da controlli professionali e soggetto a condizioni che riflettano la reale situazione patrimoniale e gestionale della società.
Contesto locale: tensioni, PalaRubini e il bando rinunciato
Lo scenario cittadino resta teso. Sul piano operativo la squadra ha già vissuto momenti di difficoltà: la rinuncia al bando per l’uso del PalaRubini è stata motivata con la definizione di «Condizioni non sostenibili», una presa di posizione che ha aumentato preoccupazione tra tifosi e istituzioni. Parallelamente, l’assegnazione del PalaEur a un soggetto esterno ha alimentato ulteriori interrogativi sulla gestione degli impianti e sulla programmazione futura, fattori che rendono la transizione di proprietà un elemento centrale per stabilizzare la situazione.
Pressione istituzionale e il ruolo atteso di Comune e Regione
Da più parti si invoca un ruolo più deciso delle istituzioni locali e regionali per facilitare il confronto tra le parti coinvolte. Il governatore Massimiliano Fedriga ha avuto contatti con Paul Matiasic e fatto pervenire messaggi di attenzione, ma il clima rimane di attesa: alcuni osservatori sottolineano la necessità di un interlocutore autorevole che funga da cabina di regia per riunire eventuali investitori, sponsor e gruppi locali in un tavolo comune. In assenza di questa regia, la possibilità che la gestione rimanga frammentata e poco trasparente aumenta il rischio di perdere opportunità operative e sportive.
La situazione ha prodotto anche richiami alla responsabilità collettiva: il coinvolgimento di imprenditoria e tifoseria è considerato essenziale per garantire non solo risorse, ma anche legittimazione sociale a un progetto di rilancio. L’auspicio dei promotori della lettera d’intenti è proprio quello di attivare un dialogo rapido e costruttivo con la proprietà, per consentire alla squadra di continuare a competere con credibilità per la città di Trieste.
Nel frattempo, la città resta in attesa di sviluppi che possano trasformare l’interesse formale degli investitori in un percorso concreto di acquisizione. La prossima fase operativa è chiaramente delineata: completare la due diligenceconcordare i termini con la proprietà e rispettare i tempi necessari per l’iscrizione al campionato. Le parti coinvolte sanno che la posta in gioco è alta e che la mancata definizione potrebbe compromettere non solo la stagione sportiva, ma anche la stabilità futura del club.
Infine, nel dibattito pubblico circola anche l’idea, espressa da più voci, che la partita per salvare la squadra possa essere vista come «una partita a perdere» se non verranno messe in campo energie e autorevolezza sufficienti per spingere verso una soluzione definitiva; tuttavia, la lettera d’intenti firmata da Gianluca Mauro e la struttura di consulenza individuata rappresentano un primo passo concreto verso una possibile ricomposizione dell’attuale crisi.



