La serata di giovedì si è trasformata in un incubo per una coppia residente a Campoformidoin Friuli. Erano ormai le ore tarde quando due malviventi con il volto coperto da passamontagna si sono introdotti nella villetta in cui abitano Gianni Buzzi, di 80 anni, e sua moglie, di 77. I rapinatori hanno bloccato gli anziani nella camera da letto, imponendo subito la richiesta di denaro: secondo il racconto raccolto dai protagonisti, uno dei banditi avrebbe urlato la frase “Sappiamo che sei pieno di soldi”. Dopo aver sequestrato i telefoni cellulari, i due hanno setacciato l’abitazione alla ricerca di valori, portando via un bottino esiguo prima di allontanarsi.
Quando i rapinatori se ne sono andati la coppia è rimasta chiusa in camera, con la finestra protetta da una grata che impediva ogni via di fuga. Fortunatamente Buzzi si è ricordato di un altro telefono nascosto vicino al televisore: con quello è riuscito a chiamare il 112 e a chiedere aiuto. I soccorsi sono arrivati rapidamente e i militari dell’Arma dei Carabinieri hanno liberato i due coniugi. Al momento le indagini proseguono: i carabinieri stanno visionando le immagini delle telecamere della zona per cercare elementi utili all’identificazione dei responsabili.
Modalità dell’irruzione e comportamenti dei rapinatori
Secondo la ricostruzione dei fatti, i due uomini sono entrati mentre l’uomo era già a letto e hanno bloccato subito la coppia. I rapinatori indossavano passamontagna e hanno parlato in lingua friulana durante l’azione: questo particolare linguistico è per gli investigatori un elemento che può circoscrivere l’area di interesse nelle indagini. Dopo aver chiesto denaro e non avendo ricevuto risposte convincenti, hanno rinchiuso i due coniugi nella camera da letto, sottraendo i loro telefoni e mettendo a soqquadro la casa in cerca di oggetti di valore. Il bottino è risultato piuttosto esiguo rispetto alle attese dei malviventi.
Dettagli sul comportamento dopo la rapina
Dalla descrizione emerge che i rapinatori non hanno usato violenza fisica estrema ma hanno imposto immobilità e paura, chiudendo con cura la coppia nella stanza. L’impossibilità di uscire era aggravata dalla presenza di una grata alla finestra che impediva qualsiasi tentativo di fuga. Dopo aver completato il sopralluogo e aver preso ciò che hanno ritenuto di valore, i due sono andati via. Solo successivamente la vittima ha trovato il modo di contattare il 112 e richiedere l’intervento dei carabinieri.
Indagini dei carabinieri e contesto territoriale
I carabinieri stanno ora concentrando gli accertamenti sulle immagini di videosorveglianza delle abitazioni vicine, visto che la casa colpita non dispone di telecamere proprie. Le verifiche mirano a individuare movimenti sospetti e tracce utili per risalire ai due responsabili. Il modus operandi segnalato — irruzioni serali in abitazioni isolate, chiusura delle vittime in una stanza e rapina degli ambienti domestici — è stato registrato anche in altri episodi avvenuti nelle località del Friulirendendo questo episodio parte di una serie che le forze dell’ordine stanno cercando di collegare.
La vicenda ha sollevato allarme nella comunità locale, soprattutto tra chi vive in abitazioni isolate: il fatto che i malviventi abbiano parlato in lingua regionale e che siano stati soltanto in 2 durante l’irruzione sono particolari che gli investigatori stanno sfruttando per definire un quadro investigativo più preciso. Nel frattempo, ai due coniugi sono state prestate le prime cure e il supporto necessario dopo la drammatica esperienza.



