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Nuovo centro UNESCO a Trieste: opportunità per il Friuli

Trieste si prepara a diventare il nuovo punto di riferimento UNESCO per la scienza, grazie a un hub ospitato in via Udine.

Nuovo centro UNESCO a Trieste: opportunità per il Friuli

Durante un incontro a Parigi con Åsa Regnér vicedirettrice generale dell’UNESCO, il presidente della Regione Friuli Venezia GiuliaMassimiliano Fedriga ha comunicato la volontà di creare a Trieste un vero e proprio hub UNESCO. L’obiettivo dichiarato è porre la città e l’intera regione al centro di una rete globale di ricerca scientifica, sfruttando la presenza di strutture internazionali già attive sul territorio. La strategia prevede non solo la valorizzazione dei programmi esistenti, ma anche l’avvio di nuove attività in sinergia con le politiche nazionali, sostenute dal ministero degli Esteri guidato da Antonio Tajani. L’annuncio, fatto a margine della conferenza, segna un passo decisivo verso la crescita dell’ecosistema scientifico locale.

Il valore strategico dell’iniziativa risiede nell’utilizzo di un edificio di proprietà regionale situato in via Udine attualmente libero e pronto ad accogliere le istituzioni internazionali. La regione ha infatti reso disponibile questo immobile per costituire la sede operativa del nuovo centro di coordinamento. Tra i soggetti che dovranno trasferirsi dall’attuale sede provvisoria dell’ICTP figurano la The World Academy of Sciences il segretariato della InterAcademy Partnership e l’Organization for Women in Science for the Developing World. Questa concentrazione consentirà di creare un modello unico di efficienza operativa e di migliorare la sostenibilità finanziaria delle attività scientifiche.

Il nuovo hub UNESCO: da via Udine al quartier generale scientifico

L’immobile in via Udine, di circa 4.500 metri quadrati, è stato studiato per ospitare laboratori, uffici amministrativi e spazi per conferenze internazionali. La scelta di Trieste non è casuale: la città è già riconosciuta come “città della scienza” grazie a centri di ricerca di eccellenza come il ICTP e il International School for Advanced Studies (SISSA). Il governatore Fedriga ha sottolineato che la decisione di destinare questo spazio è parte di un piano triennale volto a consolidare la presenza UNESCO nella regione. Il progetto prevede inoltre l’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale, con l’obiettivo di rendere il fabbricato net-zero entro i prossimi cinque anni.

Sostenibilità finanziaria e modello operativo

Secondo le dichiarazioni regionali, il nuovo hub adotterà un approccio basato su partnership pubblico-private riducendo così i costi di gestione per l’UNESCO. Le risorse verranno allocate grazie a fondi europei, contributi nazionali e accordi con università e aziende del territorio. Il modello di razionalizzazione dei costi prevede la condivisione di servizi amministrativi, logistici e tecnologici tra le istituzioni ospitate, garantendo una gestione più snella e trasparente. Inoltre, la Regione ha già avviato una serie di interlocuzioni con il governo italiano, che ha espresso pieno supporto al progetto, definendolo “strategico per l’intero Paese”.

Programmi già presenti e prospettive di sviluppo

Trieste vanta già una solida presenza di organizzazioni scientifiche legate all’UNESCO. La World Academy of Sciences (TWAS) promuove la ricerca nei paesi in via di sviluppo, mentre l’InterAcademy Partnership (IAP) facilita la collaborazione tra accademie di tutto il mondo. L’Organization for Women in Science (OWSD) sostiene la partecipazione femminile alla scienza nei paesi emergenti. Il nuovo hub intende integrare questi programmi in un unico ecosistema digitale favorendo la condivisione di dati, pubblicazioni e opportunità di finanziamento. L’obiettivo è creare sinergie tra i diversi enti, creando una piattaforma di innovazione che attragga ricercatori, studenti e imprese.

Nuove attività e impatto internazionale

Il governatore Fedriga ha annunciato che, oltre a consolidare le strutture esistenti, si prevede l’avvio di nuovi progetti focalizzati su tematiche emergenti come il cambiamento climatico la biotecnologia e l’intelligenza artificiale. In collaborazione con l’UNESCO, la Regione intende lanciare programmi di formazione avanzata per giovani ricercatori e occasioni di networking internazionale. Il coinvolgimento diretto di Antonio Tajani dimostra l’importanza politica dell’iniziativa, che potrebbe trasformare il Friuli Venezia Giulia in un polo di riferimento globale per la scienza. Le prime comunicazioni ufficiali sul nuovo hub sono attese nei prossimi giorni, con la promessa di ulteriori investimenti e opportunità per il tessuto scientifico locale.

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