Il rover Perseverance della NASA sta scrivendo un nuovo capitolo nella storia geologica di Marte svelando dettagli affascinanti su un’epoca turbolenta del Sistema Solare. Nel cratere Jezero il rover ha esaminato una formazione rocciosa denominata Broom Point member risalente a oltre 3,9 miliardi di anni fa una delle più antiche mai studiate sul Pianeta Rosso.
Questa scoperta rappresenta un tesoro geologico, offrendo una finestra su un’epoca in cui Marte era bombardato da asteroidi. Le rocce analizzate conservano tracce di eventi cosmici che hanno plasmato la superficie marziana, fornendo informazioni preziose sulla storia del Sistema Solare.
Una pioggia di detriti cosmici
La formazione rocciosa di Broom Point ha uno spessore di circa 75 metri ed è composta da strati alternati di rocce e polveri finissime. Gli strumenti di Perseverance hanno identificato sei tipi distinti di roccia tra cui le brecce rocce composte da frammenti angolari. Questi frammenti contengono cavità formate da bolle di gas, indicando che un tempo erano materiali fusi.
All’interno degli strati più fini, il rover ha individuato minuscole sfere vetrose scure e lucenti, simili a quelle prodotte da impatti ad alta energia come quello del Chicxulub sulla Terra. Queste particelle suggeriscono che la sequenza rocciosa si sia formata durante una fase violenta della storia del Sistema Solare, quando Marte era colpito da impatti ripetuti e ravvicinati.
Interazione con acqua o ghiaccio
Alcuni strati mostrano caratteristiche che potrebbero indicare l’interazione tra il materiale espulso dagli impatti e acqua o ghiaccio presenti sulla superficie marziana. Questo suggerisce che gli impatti potrebbero aver generato flussi di detriti rapidi e fluidi, simili a quelli che sulla Terra si formano quando il materiale fuso entra in contatto con acqua che vaporizza istantaneamente.
Eventi geologici che hanno plasmato Marte
Le rocce di Broom Point presentano un’inclinazione estrema, raggiungendo angoli prossimi alla verticalità. Questa deformazione non può essere attribuita all’impatto che ha generato il cratere Jezero, ma sembra il risultato di due eventi successivi: la formazione dell’enorme bacino di Isidis largo quasi duemila chilometri, e l’impatto che ha creato il cratere Jezero.
Secondo Alex Jones dottorando in geologia planetaria all’Imperial College di Londra in quell’epoca violenta, dal cielo non cadevano pioggia o neve, bensì una pioggia quasi incessante di goccioline di roccia fusa e polvere polverizzata sollevate dagli impatti degli asteroidi. Datare con precisione questi strati sarebbe come leggere un bollettino meteorologico cosmico di 4 miliardi di anni fa.
Campioni per future analisi
Perseverance ha già prelevato due carotaggi, Bell Island e Main River che potrebbero un giorno essere riportati sulla Terra. Solo in laboratorio sarà possibile datarli con precisione, ricostruendo così la frequenza e l’intensità degli impatti che hanno colpito Marte e, indirettamente, anche la giovane Terra.
Come ha spiegato Ken Farley deputy project scientist della missione Perseverance presso il Caltech di Pasadena sulla Terra la nostra storia geologica più antica è stata in gran parte frammentata, deformata e cancellata dalla tettonica a placche. Poiché Marte è privo di tettonica a placche, questa antica testimonianza si è conservata intatta, offrendoci una rara prospettiva su un’epoca geologica che non esiste sul nostro pianeta.
Le analisi dei campioni raccolti da Perseverance contribuiranno a definire con sempre maggiore precisione l’evoluzione geologica di Marte e a consolidare le basi per le prossime fasi dell’esplorazione planetaria.



