2 novembre 2026 ☁ 11°

Manifestazione a Trieste per le due vittime di Porto Vecchio

Fiori, cori e richieste di accoglienza in piazza Libertà per le vittime del rogo a Porto Vecchio

Manifestazione a Trieste per le due vittime di Porto Vecchio

La notte tra domenica 1 e lunedì 2 novembre un incendio ha devastato il Magazzino 18 del Porto Vecchio a Trieste, provocando la morte di due giovani migranti. L’evento, avvolto da una profonda tragedia, ha scatenato una reazione immediata nella città, dove la comunità civile si è mobilitata per ricordare le vittime e per denunciare le condizioni precarie degli alloggi destinati a chi arriva via balcanica.

Intorno alle ore di sera, circa 250 persone si sono raccolte in piazza Libertà, proprio di fronte alla stazione centrale, luogo tradizionale di incontro per i migranti. Con i fiori in mano e la rabbia dentro, i partecipanti hanno acceso candele e cantato slogan che hanno riempito l’aria di un sentimento di solidarietà condivisa.

Una manifestazione spontanea per denunciare l’abbandono

La folla eterogenea, composta da giovani, cittadini, migranti e rappresentanti di associazioni di accoglienza, ha trasformato la serata in un vero e proprio segno di protesta pacifica. Tra i cori più sentiti si è udito il grido “siamo tutti umani, siamo tutti uguali”, che ha riecheggiato più volte, sottolineando l’urgente bisogno di una risposta più umana e dignitosa verso chi vive senza un tetto sicuro. La Questura ha confermato la stima di presenza, sottolineando che l’evento è stato presidiato dalle forze dell’ordine per garantire la sicurezza dei manifestanti.

Verso il Mercato della Stazione: una proposta concreta

Dopo il raduno iniziale, i manifestanti hanno attraversato la strada dirigendosi verso il Mercato della Stazione, edificio che secondo alcune realtà associative potrebbe essere trasformato in un centro di assistenza pubblica a bassa soglia per i migranti. L’arrivo del gruppo è stato accolto da un lungo applauso, segnalando un consenso diffuso sulla proposta di riutilizzare spazi attuali per offrire servizi essenziali come pasti, igiene e punti informativi. La proposta, ancora in fase di studio, evidenzia la volontà di trasformare strutture abbandonate in risorse concrete per chi è in cerca di protezione.

Critiche accese verso le istituzioni locali

Durante la manifestazione, il clima si è fatto più teso con cori diretti al sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, e al presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Gli interventi al megafono hanno accusato le autorità di “abbandono” e hanno richiesto interventi più decisi per garantire l’alloggio sicuro e dignitoso dei migranti. Le accuse hanno ricordato le parole di alcune associazioni che definiscono le strutture del Porto Vecchio “l’unica risorsa” per molti, evidenziando il gap tra le necessità reali e le politiche attuali.

Presenza delle forze dell’ordine

Le forze dell’ordine sono rimaste in prima linea per monitorare lo svolgimento della protesta, evitando incidenti e garantendo che l’assemblea si svolgesse in modo pacifico. Non sono stati segnalati arresti, ma la presenza costante ha permesso di mantenere l’ordine e di gestire i flussi di persone che, al termine dell’evento, hanno iniziato a defluire gradualmente verso i dintorni della piazza.

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