2 novembre 2026 ☁ 12°

Incendio a Porto Vecchio a Trieste: due persone decedute

Due persone sono morte nell'incendio scoppiato a Porto Vecchio, Trieste. Furio Honsell di Open Sinistra FVG chiede responsabilità e accoglienza dignitosa.

Incendio a Porto Vecchio a Trieste: due persone decedute

Un incendio è divampato la scorsa notte nei magazzini di Porto Vecchio a Trieste, uccidendo due persone.

La vicenda ha attirato immediata attenzione perché riguarda la condizione abitativa di persone migranti e perché ha riacceso il confronto tra il Comune, la Prefettura e la Regione sulla gestione dell’accoglienza.

Incendio e crollo nel magazzino di Porto Vecchio

I vigili del fuoco sono intervenuti nella notte dopo la segnalazione di fumo al primo piano di un magazzino industriale nel settore portuale di Trieste.

Secondo la ricostruzione operativa il fuoco sarebbe partito al primo piano, verosimilmente per un corto circuito elettrico, e si è rapidamente propagato verso il solaio di supporto strutturale, che ha ceduto sotto il caldo, provocando il crollo e il seppellimento delle due vittime sotto le macerie.

I soccorritori hanno impiegato oltre due ore per estrarre i corpi, confermando i decessi sul posto; le vittime sono state descritte come due giovani, un uomo e una donna, residenti nella zona e presenti all’interno del magazzino al momento dell’esplosione del solaio.

Condizioni degli spazi e presenza di persone migranti

Nei giorni successivi all’incendio sono emerse immagini e testimonianze che hanno documentato la presenza di gruppi di persone che cercavano riparo nei capannoni abbandonati di Porto Vecchio.

Le condizioni dei locali sono state definite fatiscenti e non idonee all’ospitalità; osservatori locali e rappresentanti politici hanno sottolineato come l’uso di tali spazi per l’accoglienza rappresenti un rischio concreto per la sicurezza.

Il fatto ha riportato al centro del dibattito la gestione dei flussi e l’offerta di soluzioni abitative temporanee e strutturate nel territorio triestino.

Reazioni politiche e denunce pubbliche

Il consigliere regionale Furio Honsell, esponente di Open Sinistra FVG, ha espresso cordoglio per le vittime e ha definito la tragedia evitabile se fossero state messe in atto scelte politiche diverse.

Honsell ha denunciato che emendamenti presentati nel corso degli anni per affrontare la questione dell’accoglienza sono stati respinti, sostenendo che risorse stanziate dalla Giunta Fedriga non siano state impiegate per garantire soluzioni abitative adeguate.

Parallelamente Gianfranco Schiavone, presidente dell’organizzazione Ics, ha formulato una denuncia netta sull’operato delle istituzioni locali e ha dichiarato: “Sono persone che sono state ammazzate dal pianificato sistema di abbandono istituzionale che agisce a Trieste, nella totale impunità, da anni. Nel sistema di accoglienza pubblico decine di posti da mesi (al momento circa 70 posti) sono tenuti volutamente non occupati per spingere le persone alla disperazione. E si proibisce persino di dare loro da mangiare. Ogni limite è stato superato”.

Richieste di chiarimento e responsabilità amministrative

Le critiche hanno coinvolto direttamente il Comune, la Prefettura e la Regione, con richieste di chiarimenti su come siano gestiti i posti nelle strutture di accoglienza e su eventuali omissioni operative nella prevenzione dei rischi nei capannoni abbandonati.

Il dibattito politico si è concentrato sulle priorità di spesa e sulla destinazione dei finanziamenti regionali, con appelli a rivedere le scelte che, secondo alcuni rappresentanti, avrebbero favorito il permanere di condizioni degradate.

Autorità locali hanno annunciato l’avvio di verifiche tecniche e amministrative per ricostruire le responsabilità e accertare se vi siano state omissioni nella sorveglianza o nella gestione dei posti disponibili nelle strutture pubbliche.

Indagini tecniche e amministrative in corso

Sono state disposte perizie tecniche sull’origine del rogo e sull’effettiva dinamica del crollo del solaio, mentre le autorità competenti hanno avviato accertamenti per verificare l’eventuale coinvolgimento di soggetti responsabili della sicurezza degli immobili.

Contestualmente è stata annunciata una ricognizione dei posti disponibili nel sistema di accoglienza locale per verificare l’esattezza delle cifre indicate e il motivo per cui, secondo alcune denunce, circa 70 posti risultavano liberi nelle strutture pubbliche.

Ultimo aggiornamento: 2 novembre 2026. Le indagini proseguiranno nei prossimi giorni con accertamenti tecnici, audizioni e verifiche amministrative; i risultati attesi potranno orientare eventuali iniziative amministrative o azioni giudiziarie e incidere sulle disposizioni temporanee di sistemazione delle persone coinvolte.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app