Il friuli venezia Giulia sta affrontando una delle ondate di calore più intense degli ultimi anni. Le temperature record registrate in diverse città della regione stanno mettendo a dura prova la popolazione e le risorse idriche. In particolare, Gorizia ha raggiunto i 40 gradi un record assoluto per la regione, seguito da Cividale con 39 gradi. Anche Udine e Pordenone hanno registrato temperature elevate, rispettivamente 38 e 37 gradi anche se non record storici.
L’emergenza idrica nella montagna friulana
Il caldo intenso sta causando una grave emergenza idrica in alcune zone della regione, in particolare nella montagna friulana. Otto comuni, tra cui Arta Terme stanno facendo i conti con una carenza d’acqua che ha reso necessaria l’utilizzo di autobotti per coprire il fabbisogno idrico. In alcune abitazioni, l’erogazione è stata interrotta per poche ore, mentre alcuni comuni hanno emesso ordinanze per limitare l’utilizzo dell’acqua a usi indispensabili, vietando ad esempio l’irrigazione di orti e aiuole e il riempimento di piscine.
Monitoraggio e interventi
La situazione viene monitorata in venti municipi dove insistono circa 13 mila utenze. Gli interventi mirano a preservare le risorse idriche rimaste, ma la situazione rimane critica. La Agenzia regionale per l’ambiente e la Regione stanno lavorando per mitigare gli effetti del caldo e garantire l’approvvigionamento idrico alle comunità più colpite.
Le difficoltà nel settore agricolo
Il caldo e la carenza d’acqua stanno mettendo a dura prova anche il settore agricolo in alcune zone della regione. La riduzione delle disponibilità d’acqua sta causando difficoltà significative per gli agricoltori, che devono fare i conti con una situazione climatica peggiore rispetto al 2003 anno che aveva già registrato condizioni particolarmente avverse.
Investimenti per il futuro
Per affrontare queste sfide, la Regione ha stanziato 110,3 milioni di euro attraverso due principali linee di intervento: 28,6 milioni di euro destinati al Piano Laghetti previsto dalla legge regionale 13 del 5 agosto 2026 e 81,7 milioni di euro attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2026-. A queste risorse si aggiungono 21,1 milioni di euro di fondi Pnrr e ulteriori 35,36 milioni di euro assegnati attraverso le risorse della legge 178/2026. Questi investimenti sono fondamentali per aumentare la capacità del sistema irriguo di affrontare condizioni climatiche sempre più difficili, come ha sottolineato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier.
Le misure adottate e gli investimenti pianificati mirano a mitigare gli effetti del caldo e garantire un futuro più sostenibile per il territorio e le sue comunità.



