10 Giugno 2026 🌤 28°

Fondo sociale Ater: 12 milioni divisi tra le quattro aziende territoriali

La giunta regionale ha approvato la ripartizione di 12 milioni di euro del fondo sociale Ater tra Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine per garantire manutenzione e disponibilità degli alloggi destinati ai nuclei più deboli; è inoltre annunciato un nuovo riparto da 10 milioni per il 2026.

HERO · Trieste

La giunta regionale ha deliberato l’assegnazione di 12 milioni di euro provenienti dal fondo sociale Ater, destinati alle quattro Aziende territoriali per l’edilizia residenziale del Friuli Venezia Giulia. Questa somma ha l’obiettivo principale di sostenere la manutenzione ordinaria degli alloggi e di compensare le ridotte entrate derivanti dai canoni di locazione e dalle quote per servizi accessori.

La decisione è stata illustrata dall’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, che ha sottolineato come le risorse servano a mantenere gli immobili pronti per le future assegnazioni secondo i nuovi bandi, assicurando così la continuità del servizio verso le persone economicamente più fragili.

Finalità e modalità d’uso del fondo

Il fondo sociale Ater è stato previsto per riequilibrare le entrate delle aziende che gestiscono gli alloggi pubblici, incidendo sulle disponibilità economiche degli enti responsabili. In particolare, le risorse vengono utilizzate per finanziare interventi di manutenzione ordinaria che mantengano gli immobili in condizioni idonee all’assegnazione. In base alla normativa vigente, almeno il 80% delle risorse dovrà essere impiegato per lavori sugli stabili di edilizia sovvenzionata, garantendo interventi puntuali su impianti, facciate, coperture e spazi comuni.

Compensazioni per canoni ridotti

Una parte significativa dell’intervento finanziario ha la funzione di compensare le minori entrate derivanti dai canoni pagati dagli assegnatari più vulnerabili. Questa misura tiene conto delle quote effettivamente versate nell’anno precedente e mira a evitare che le aziende perdano capacità di intervento per ragioni economiche temporanee, preservando la qualità dell’offerta abitativa pubblica.

Riparto delle risorse tra le quattro Ater

La distribuzione dei 12 milioni è stata decisa sulla base delle proposte formulate dal sistema regionale delle Ater, valutando il fabbisogno espresso da ciascuna azienda e i canoni registrati nell’anno precedente. La suddivisione ha assegnato a Trieste la quota più elevata, seguita da Udine, Pordenone e Gorizia: tale criterio vuole riflettere la diversa consistenza del patrimonio abitativo e le esigenze manutentive specifiche di ogni territorio.

Dettaglio delle quote assegnate

Le percentuali e gli importi attribuiti sono i seguenti: Gorizia ha ricevuto il 13,87% corrispondente a 1,664 milioni di euro; Pordenone il 15,33% pari a 1,839 milioni; Trieste il 41,98% con 5,037 milioni; Udine il 28,82% ovvero 3,458 milioni. Questa ripartizione è stata costruita sulla base dei canoni effettivamente corrisposti dagli assegnatari economicamente più deboli nell’anno di riferimento.

Prospettive e nuovo stanziamento per il 2026

Oltre alla delibera in corso, l’assessore ha anticipato l’intenzione di presentare a breve il riparto 2026 a favore delle Ater, in applicazione della legge regionale 1/2016. Il nuovo stanziamento previsto ammonterebbe a 10 milioni di euro, una dotazione superiore di oltre 600 mila euro rispetto al riparto 2026, a testimonianza di un impegno continuativo nel sostenere il sistema dell’edilizia residenziale pubblica.

Iter e tempistiche

Gli uffici regionali sono attualmente in attesa delle richieste formali da parte delle singole Ater per procedere con la definizione definitiva della ripartizione 2026. Una volta raccolte le esigenze progettuali e i dati economici aggiornati, la giunta formalizzerà il riparto seguendo i criteri già adottati: priorità alle opere di manutenzione, attenzione alle situazioni di maggiore fragilità e rispetto delle quote minime previste dalla normativa.

Impatto locale e considerazioni finali

La misura rappresenta un intervento operativo volto a tenere efficiente il patrimonio pubblico abitativo e a non interrompere la disponibilità degli alloggi per le nuove graduatorie. Il finanziamento mira a ridurre il rischio che la carenza di risorse ordinarie comprometta la manutenzione, peggiorando le condizioni abitative. In questo senso il riparto dei 12 milioni, insieme al futuro stanziamento per il 2026, costituisce uno strumento essenziale per sostenere la gestione delle Ater e tutelare i cittadini in condizione di fragilità economica.

Nel complesso, l’azione regionale si propone di garantire continuità gestionale e interventi mirati sulle strutture, preservando la finalità sociale degli alloggi e migliorando la capacità di risposta alle richieste provenienti dai territori.

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