10 Giugno 2026 🌤 27°

Ripartiti 12 milioni del fondo sociale per manutenzione degli alloggi Ater in Fvg

La Giunta regionale ha ripartito 12 milioni del fondo sociale tra le Ater di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine per interventi di manutenzione e per compensare minori entrate; l'assessore Cristina Amirante annuncia anche un riparto 2026 da 10 milioni

Ripartiti 12 milioni del fondo sociale per manutenzione degli alloggi Ater in Fvg

La Giunta regionale ha approvato la ripartizione di 12 milioni di euro provenienti dal fondo sociale Ater, destinati a sostenere le quattro aziende territoriali per l’edilizia residenziale pubblica del Friuli Venezia Giulia. L’obiettivo principale della misura è finanziare interventi di manutenzione ordinaria degli alloggi e compensare le riduzioni di gettito derivanti dai canoni di locazione e dalle quote per i servizi accessori.

Meccanismo di riparto e criteri adottati

La distribuzione delle risorse segue una proposta avanzata dal sistema regionale delle Ater e recepita dalla Giunta: il criterio guida è la considerazione dei canoni corrisposti nell’anno precedente dagli assegnatari economicamente più deboli. In questo modo si tiene conto sia della capacità contributiva degli inquilini sia del fabbisogno effettivo delle singole aziende, con l’intento di mantenere gli alloggi in condizioni tali da rimanere disponibili per le future assegnazioni previste dai nuovi bandi.

Percentuali e importi assegnati

La somma è stata ripartita tra le quattro Ater del territorio regionale secondo percentuali stabilite sulla base delle richieste e dei canoni registrati: Gorizia ottiene il 13,87% (pari a 1,664 milioni di euro), Pordenone il 15,33% (1,839 milioni), Trieste il 41,98% (quota maggiore) e Udine il 28,82% (3,458 milioni). Questi numeri riflettono il fabbisogno espresso da ciascuna azienda e la situazione reddituale degli assegnatari nel periodo di riferimento.

Vincoli d’uso e priorità degli interventi

In linea con la normativa vigente, almeno l’80% delle risorse dovrà essere destinato ad interventi di manutenzione degli stabili di edilizia sovvenzionata. Si tratta di un vincolo pensato per garantire che la maggior parte dei fondi sia impiegata per lavori che mantengano o migliorino la fruibilità degli alloggi, riducendo il rischio di immobili non idonei all’assegnazione o al successivo utilizzo pubblico.

Manutenzione ordinaria come priorità

Concentrarsi sulla manutenzione ordinaria significa intervenire su aspetti funzionali e di sicurezza: impianti, coperture, infissi e parti comuni. La scelta di destinare la quota prevalente a questi interventi mira a prevenire degrado e a sostenere la continuità del servizio abitativo sociale, evitando spese straordinarie più gravose in futuro.

Prospettive e misure successive

L’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, ha inoltre annunciato che a breve verrà presentato il riparto relativo al 2026, previsto dalla legge regionale 1/2016. Questa nuova dotazione sarà pari a 10 milioni di euro a favore delle Ater, cifra che supera di oltre 600 mila euro l’importo assegnato per il 2026. Gli uffici regionali stanno al momento raccogliendo le richieste formali delle aziende per definire la suddivisione definitiva.

Impatto atteso e tempi

La previsione di aumentare la dotazione rispetto all’anno precedente è interpretata come un segnale di attenzione verso il patrimonio abitativo sociale: un incremento, seppur moderato, che dovrebbe tradursi in più interventi di riqualificazione e in una maggiore capacità delle Ater di rispondere ai bisogni dei nuclei economicamente più fragili. Rimane fondamentale, però, che la rendicontazione e la pianificazione degli interventi siano trasparenti e mirate.

Conclusioni e indicazioni operative

In sintesi, il provvedimento rappresenta un’azione mirata a preservare la disponibilità e la qualità degli alloggi pubblici: la combinazione tra compensazione delle minori entrate e investimento in manutenzione dovrebbe contribuire a mantenere il patrimonio abitativo pronto per le assegnazioni future. Le Ater dovranno ora definire i piani operativi e presentare le richieste per il riparto 2026, mentre la Regione continuerà a monitorare l’impiego delle risorse per garantire che la destinazione rispecchi le finalità indicate.

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